Poker Online Spagna: sempre più a picco

Un momento difficile per il poker online in Spagna che non gode certamente di buona salute. Ad avvalorare questa tesi la pratica di abbandono dalla penisola iberica da parte della poker room finlandese PAF. E mentre il mercato langue a fare la parte del leone c’è sempre Pokerstars che rappresenta il 70% dell’utenza.

Sono passati quasi nove mesi da quel primo giugno in cui veniva regolamentato il poker online in Spagna e la situazione nella penisola iberica è peggiorata drasticamente. Motivo: una tassazione forse troppo onerosa per i giocatori professionisti che hanno abbandonato via via le poker room e una pressione fiscale molto forte anche per gli stessi operatori che per rimanere nel mercato spagnolo inizialmente hanno dovuto pagare quattro anni di tasse arretrate.

Un mercato che scricchiola

Dunque, dati alla mano, il mercato spagnolo sta dando i primi segni di scricchiolamento e già le prime poker room stanno tirando i remi in barca prima di venire sommerse dalla marea. E probabilmente il numero degli operatori, 53 al momento dell’apertura, è destinato a diminuire drasticamente in quest’ultimo periodo. Del resto i numeri si stanno rilevando piuttosto negativi e da quello che si sente in giro in Spagna comincia a tirare una brutta aria.

Aprirà il mercato unico?

Certo, a onor del vero quello che possiamo dire è che la Spagna è uno di quei paesi dell’Unione Europea che ha preso a cuore la questione riguardo un mercato del poker online unificato, ma al di là di alcuni incontri e dei buoni propositi non si è andati mai oltre a dei bei discorsi che fino ad ora non hanno portato a niente. Un limite, dunque, quello delle barriere statali che colpisce il mercato del poker in generale e che in Spagna si sta facendo sentire ancora di più a causa della tassazione vigente.

La poker room PAF abbandona la Spagna

Conseguenza diretta di questa situazione è che, come dicevamo in precedenza, molte poker room si stanno ritirando dal mercato del poker online in Spagna. Fra queste la prima di aver dichiarato la fuga è la finlandese PAF che ha già avviato le pratiche per abbandonare la penisola iberica a partire dal 25 febbraio. Una notizia che certo non ci colpisce come un fulmine a ciel sereno visto che già da tempo era in dubbio la sua permanenza in questo nuovo mercato.

Per Ongame rimane un solo operatore

In questo modo il network Ongame che nel mercato del poker online in Spagna sta facendo veramente fatica rimarrebbe ancorato alla penisola iberica con un operatore soltanto. Inoltre, viste le difficoltà che si riscontrano in un mercato che non è mai veramente decollato, gli operatori che potrebbero scegliere la via della fuga potrebbero essere ancora tanti. Una diretta conseguenza di una regolamentazione che per il momento non ha lasciato scampo.

Pokerstars: a lei il 70% del mercato

Tuttavia mentre si respira un’aria tutt’altro che salubre l’unico operatore che mostra dei numeri decisamente favorevole è Pokerstars che in Spagna detiene una quota di mercato pari al 70%. Un’ulteriore testimonianza di come la poker room dalla picca rossa rappresenti a livello mondiale un vero e proprio colosso del poker online. E in Spagna non poteva che trovare un ambasciatore come Rafael Nadal che in questo modo ha stretto la mano al mondo del poker.

Una strada verso il punto eu

Per il resto, nonostante Pokerstars coda di buona salute in un mercato indubbiamente con dei grossi problemi la sensazione è che il mercato del poker online in Spagna non goda certo di buona salute. E forse sarebbe il caso, quantomeno da questo punto di vista, di prendere in considerazione l’idea di una liquidità unica con Italia e Francia e di aprire le porte al cosiddetto punto eu. La strada si potrebbe aprire, ma fino ad ora abbiamo sentito soltanto parole.