Poker Online: mercato comune con la Spagna?

Poker Online: mercato comune con la Spagna?

Il poker online unificato potrebbe passare per Francia Italia e Spagna. Le buone intenzioni ci sono e arrivano soprattutto dalla penisola iberica, che nel settore sta vivendo un periodo di crisi. A dicembre, allora, ci sarà il tanto atteso summit. Fino ad allora, però, siamo sempre nel campo delle ipotesi.

E’ ormai un po’ di tempo che ci chiediamo quale sarà il futuro del poker online in Europa, ma per il momento, anche se ci sono state delle aperture, non possiamo sapere quali saranno gli sviluppi nell’immediato periodo. La situazione, però, al momento è piuttosto confusa e molti paesi del vecchio continente stanno vivendo un periodo di stallo a causa delle barriere che ci sono fra gli stati nazionali. Dunque, cosa accadrà da qui a pochi mesi?

Italia, Francia e Spagna: verso il punto eu?

Come abbiamo accennato già in diversi articoli i paesi che hanno avviato delle trattative per promuovere il punto eu sono l’Italia, la Francia e la Spagna che ha da poco aperto i battenti al poker. E soprattutto quest’ultimo stato, probabilmente per un numero di giocatori fin troppo esiguo, sarebbe disposto ad avviare una trattativa per creare un mercato unico, almeno fra queste tre nazioni che sembrano essere quelle più propense alla nascita di un poker online unificato.

Barriere fra stati: un limite per il poker

Del resto sono proprio le barriere fra gli stati che stanno impedendo al poker online di progredire nel migliore dei modi. Il calo dell’utenza, infatti, risente sicuramente della chiusura verso l’esterno e per quanto riguarda noi anche per la mancata legalizzazione del poker live. Dunque, gli enti regolatori dei tra paesi in questione, ovvero Aams per l’Italia, Arjel per la Francia e Dgoj per la Spagna hanno già avviato delle trattative a partire dalla scorsa estate e a dicembre è previsto un summit che potrebbe finalmente aprire la strada ad un poker online unificato.

L’opinione di Enrique Alejo

Secondo Enrique Alejo, direttore del Dgoj, il canale favorito sembra essere quello con l’Italia, anche perché in Francia, per avviare un discorso del genere, bisognerebbe cambiare la legge. Per questo motivo le trattative potrebbero arrivare a buon fine, ma vista la tempistica, nella migliore delle ipotesi, l’accordo previsto non scatterà sicuramente prima dell’inizio del nuovo anno. A tal proposito, qualora le barriere venissero definitivamente sbloccate, i vantaggi sarebbero fuori discussione.

Cosa farebbero gli altri paesi europei?

Insomma, l’unificazione del poker online potrebbe passare per i paesi latini? E qualora questo succedesse realmente gli altri paesi come si comporterebbero? Si unirebbero con questo asse a tre formato da Spagna, Italia e Francia per creare il cosiddetto punto eu? Per il momento è molto difficile fare delle previsioni, soprattutto perché non è stato ancora messo nero su bianco. E allora da questo punto di vista non ci resta che aspettare questo summit di dicembre.

Non bastano i buoni propositi

Del resto non bastano la buona fede o i buoni propositi a far cambiare una legislazione che ormai, vista l’entità del fenomeno del poker online, sembra piuttosto antiquata. E qualora dovessero abbattersi le barriere sarebbe la fine del punto it e l’inizio del punto eu? Non possiamo dare una risposta a questo quesito, anche perché per il momento non abbiamo nessuna prova o indizio su cui basare delle supposizioni che ci sembrano un po’ avventate.

Verso il punto eu: unica soluzione possibile

Resta il fatto che dal canto nostro l’abbattimento delle barriere tra nazioni potrebbe essere una delle chiavi per uscire dal periodo di stallo in cui si trova il nostro poker online. E immaginate cosa potrebbe succedere se i giocatori italiani potessero sfidare quelli spagnoli? Sicuramente ci sarebbe una ripresa della modalità torneo, che dopo l’entrata del poker cash game ha subito un calo ineccepibile… Ma siamo sempre nel campo delle ipotesi.