Poker Online: la crisi continua?

Poker Online: la crisi continua

Se da un lato il poker live sta vivendo una situazione di stallo, dall’altro non si può non considerare la crisi del poker online. In Italia, infatti, la raccolta è diminuita notevolmente e ancora l’immaginario collettivo è legato ad alcuni stereotipi del passato. In Francia, però, dove si vogliono tassare i player, i politici giocano a poker in aula.

Nei precedenti articoli vi abbiamo parlato dello strano periodo in cui si trova il poker live italiano e di come si sia venuta a creare una situazione in cui pur essendo illegale viene continuato a praticare da molti giocatori. La situazione del poker online, però, in questo periodo è tutt’altro che rosea e vista la crisi economica e l’assenza di liquidità di molti player italiani hanno fatto sì che la raccolta sia calata notevolmente negli ultimi mesi.

Full Tilt Poker non cambia le sorti del poker

Ma qual è la situazione del poker online in questo periodo? Viene ancora considerato un gioco d’azzardo? E l’andamento del mercato? Sono quesiti molto difficili a cui non possiamo dare una risposta univoca. Infatti, se pensate che il ritorno della Red Room abbia cambiato le sorti di questa disciplina vi sbagliate di grosso, anche perché il traffico su Full Tilt Poker è calato del 40% dopo un boom iniziale che aveva fatto ben sperare.

In Italia cala la raccolta nel poker cash game

E allora partiamo dall’Italia. Se analizziamo gli ultimi dati del poker cash game vediamo che, facendo un paragone con il momento del lancio in Italia, le cose sono cambiate davvero un bel po’. All’inizio, infatti, la raccolta aveva superato i 900 milioni di euro, mentre ora è calata del 35%. Numeri che fanno paura, anche se considerando la crisi economica che sta rendendo la vita difficile a tutti gli italiani, almeno riusciamo a farcene una ragione.

Crisi economica, meno liquidità, meno giocatori

Del resto, gli stipendi inferiori, la disoccupazione e la mancanza di quel piccolo capitale di base che serve per giocare, ci fanno capire che tutti gli italiani che considerano il poker online come un divertimento probabilmente preferiscono non giocare, o se non altro ridurre le ore dedicate a questa affascinante disciplina. A questo ci aggiungiamo la diffidenza di un paese e soprattutto di alcuni Parlamentari che, a nostro avviso, ancora non conoscono bene la materia che tentano di osteggiare.

La difesa portata avanti da Mario Adinolfi

Molto spesso, infatti, abbiamo sentito parlare del gioco online e soprattutto del poker online come dei veri e propri demoni o come dei malesseri per la società, quando in realtà si tratta di una disciplina molto apprezzata e molto seguita da tantissima gente. In questo contesto dobbiamo inserire il discorso fatto alla Camera dall’onorevole Mario Adinolfi, che ha cercato di fare chiarezza su questo gioco in sede istituzionale.

Yann Galut: tassare i giocatori d’azzardo?

Un discorso che probabilmente ancora non ha fatto breccia nel cuore delle persone, visto che la tendenza è quella di associare i circoli alle vecchie bische clandestine. Ma torniamo per un momento al poker online e facciamo un salto in Francia. Anche i nostri cugini d’oltralpe, che forse per certi versi stanno un po’ avanti rispetto a noi, hanno portato avanti una proposta, attraverso il deputato socialisti Yann Galut, di tassare i pokeristi del 15%. Proprio come i giocatori d’azzardo.

I politici francesi e il poker

Ora, è inutile ribadire il concetto in base al quale secondo noi il “Poker Texas Hold’em” (e non il poker a cinque carte) non è un gioco d’azzardo. E ci limitiamo a dire soltanto che alcuni illustri onorevoli francesi sono stati colti in flagrante mentre giocavano a poker dai loro smartphone. E mentre qualcuno continua la propria battaglia contro i mulini a vento, almeno possiamo dire che il poker online ha fatto breccia nel cuore dei politici!