Poker Omaha, secondo solo al Texas Hold’em

Poker Omaha, secondo solo al Texas Hold’em

Dopo il Poker Texas Hold’em, l’Omaha è sicuramente la disciplina più conosciuta e più amata dai giocatori di poker. E molti player ceercano nuovi stimoli scoprendo giochi nuovi. Uno di questi è Dario Alioto, sicuramente uni dei player Omaha più vincenti in Europa e nel mondo

E’ ormai un fatto più che assodato che il poker è diventato uno dei giochi più in voga in Italia e nel mondo. E oltre alla versione più comune, meglio conosciuta come Poker Texas Hold’em, ne esistono altre che cominciano ad attrarre un numero sempre maggiore di appassionati. Fra queste c’è senza dubbio il Poker Omaha, forse la variante più interessante di questo gioco così amato dal pubblico. Vediamo, allora, di fare un passo indietro per capirne la storia e lo sviluppo. Poker Omaha: le regole essenziali

Prima di fare un tuffo nel passato per capire le origini e lo sviluppo di questa divertente variante del poker vediamo di capire quali sono le regole Omaha che si differenziano con il Poker Texas Hold’em. Diciamo, quindi, che la caratteristica che diversifica questa disciplina dal poker alla texana è costituita dalle carte coperte distribuite ai giocatori di poker. Essi, infatti, ne ricevono quattro ma potranno utilizzarne soltanto due per fare le proprie combinazioni con le carte scoperte sul tavolo.

Regole Omaha: alcuni esempi

Queste regole Omaha diversificano molto il calcolo delle probabilità del Poker Omaha che spesso può mettere in difficoltà anche gli abili giocatori di Poker Texas Hold'em. Ad esempio per fare un colore non basta avere una carta in mano come nel poker alla texana tradizionale, ma ne servono due. Quindi, per fare raggiungere questa combinazione, non basta avere una carta di un seme e legarla con altre quattro del board. E questa è soltanto una delle differenze sostanziali che differenzia le regole Omaha da quelle del poker alla texana.

Poker Omaha: le origini

Questa variante del poker, da considerarsi come figlia del Poker Texas Hold’em, nasce negli Stati Uniti a Detroit intorno agli anni ’70 e si chiamava two by three. All’inizio, però, le carte che venivano distribuite ai player erano 5 e non 4, cosa che limitava il numero di persone che potevano sedersi ad un tavolo da gioco. Quindi, le carte furono presto ridotte ad un numero di quattro e nei primi anni ’80 vennero stabilite le regole Omaha come le conosciamo oggi.

I motivi del successo di questa variante del poker

Insomma, possiamo davvero dire che questa variante del Poker Texas Hold’em, pur rimanendo ancora di nicchia, in quest’ultimo periodo si sta allargando sempre di più. Probabilmente, infatti, il motivo che spinge molti player ad avvicinarvisi è la ricerca di nuovi stimoli e nuove emozioni. Del resto avendo quattro carte in mano, al posto di due, la dinamica è completamente diversa e una combinazione può avere un diverso valore.

Poker Omaha: il successo del gioco alle WSOP

Dunque, arrivati ad oggi possiamo dire che il Poker Omaha, pur non avendo ottenuto lo stesso successo del Poker Texas Hold’em, ha avuto una grande espansione. Lo dimostra il fatto che molto spesso, nei grandi tornei di poker, come ad esempio le WSOP, questa variante trova molto spazio all’intero della programmazione. Basti pensare che alle WSOP del 212 il calendario è ricco di eventi all’insegna di questa disciplina.

Poker Omaha: Dario Alioto un campione di questa disciplina

Quindi, se da un lato il Poker Texas Hold’em rimane il gioco più amato non possiamo non dire che molti player si sono avvicinati con passione a quest’altra disciplina. Uno di questi è il nostro Dario Alioto che negli ultimi anni ha avuto una tabella di marcia davvero impressionante. Cominciamo col segnalare la vittoria alle WSOP Europe 2007 al torneo £5.000 Pot Limit Omaha, senza contare gli altri ottimi risultati ottenuti sempre alle WSOP negli USA.

Inoltre Dario Alioto ha vinto due tornei satelliti dell’EPT nel 2009 a Londra e nel 2010 a Praga. E tutte queste vittorie gli conferiscono il titolo di miglior giocatore europeo di Poker Omaha e il terzo posto nella All Time WSOP Omaha Money List. Insomma, se da un lato gli italiani hanno ancora tanto da imparare nel Texas Hold’em, per l’Omaha possiamo certamente dire di essere più avanti. Sarà che avere quattro carte in mano rende questo gioco più simile al poker tradizionale?