Poker Live: un’altra sentenza a favore

Poker Live un’altra sentenza a favore

Nonostante il periodo sia piuttosto difficile, le buone notizie per il poker live arrivano da Tortona dove i gestori di una poker live sono stati giudicati non colpevoli di gioco d’azzardo. Si comincia a comprendere, dunque, che nei tornei di poker live manca la componente aleatoria presente nel gioco d’azzardo.

Ultimamente abbiamo parlato molto spesso della situazione del poker live e delle poker room nel nostro paese. E certamente gli ultimi avvenimenti, che hanno visto al centro del mirino il Cotton Club, costretto a chiudere i battenti, non hanno fatto piacere a nessuno. Tuttavia, se da Roma sono arrivate delle brutte notizie, dal Nord dell’Italia comincia a giungere qualche spiraglio di luce. Che la situazione per il Poker Texas Hold’em stia cambiando davvero?

Dissequestro di un locala e Tortona

Difficile, dato il periodo, dare una risposta, anche perché lo è ancor di più parlare di una futura legislazione. Tuttavia dal Tribunale del Riesame di Alessandria sono arrivate delle buone notizie, perché i giudici hanno disposto il dissequestro di un poker club di Tortona. Succedeva tutto il 4 gennaio del 2013, quando i Carabinieri facevano irruzione nella sala di poker live dove si trovavano ben 50 persone alle prese con un torneo di Poker Texas Hold’em. Inevitabile la chiusura del locale.

La tesi dell’avvocato Riccardo di Rella

L’ennesima brutta storia con al centro un poker club. Almeno fino a quando non è entrato in scena l’avvocato difensore Riccardo di Rella che non ha esitato nel presentare il suo ricorso presso il tribunale del Riesame di Alessandria. Tesi portata avanti dal legale, quella che i tornei di poker live freezeout, senza la formula rebuy, non debbano essere annoverati fra i giochi d’azzardo, perché manca la componente aleatoria. Detto in altri termini, decisamente più comprensibili a chi non conosce questo mondo, quando si gioca a Texas Hold’em si sa quello che si perde.

Accolto il ricorso dell’avvocato

E la buona notizia, dati i precedenti, è stata che i giudici hanno accolto il ricorso del legale con conseguente dissequestro del locale. Del resto non è la prima volta che avviene qualcosa del genere in Italia e anche se per il momento non esiste una legislazione adeguata è più che evidente che in Italia si stia finalmente smuovendo qualcosa. Certo, da qui a dire che i tempi siano maturi per l’apertura delle poker room live c’è di mezzo un bel mare, anche se quella di Tortona non è assolutamente la prima volta in cui si presentò un caso del genere.

Un precedente ad Oristano

Lo stesso copione, infatti, avvenne nel maggio del 2013 quando il tribunale di Oristano si espresse a favore dei gestori di un locale in cui si svolgevano tornei live di Poker Texas Hold'em. Anche in quel caso per la cittadina sarda vennero meno i capi d’accusa e il Texas Hold’em non venne considerato alla stregua di un gioco d’azzardo. Un’ulteriore testimonianza di come il giudizio nei confronti di questa disciplina sportiva stia cambiando proprio a partire dall’alto.

Necessario un cambiamento dal basso

Il problema, però, almeno secondo noi, è un altro ed è legato all’opinione della gente. E infatti, fino a quando il poker live, il poker online ed il poker sportivo in generale, non verranno sdoganati dal basso, allora il movimento italiano continuerà ad avere il freno a mano tirato. Con questo vogliamo dire che non bastano alcune sentenze positive nei confronti di qualche poker club: ci vuole anche un cambio di tendenza e soprattutto di pensiero anche nella gente comune che continua ad immaginarsi il poker come un gioco d’azzardo. Anche se non siamo più nell’epoca dei saloon e dei pistoleri.