Poker Live: sequestrato anche il Cotton Club

Poker Live: sequestrato anche il Cotton Club

Non sono bastati nove anni di attività nel poker live a salvare il Cotton Club che dopo essere stato chiuso dalla Questura romana a fine marzo perde il ricorso al TAR. Una situazione sempre più difficile per i circoli di poker club in Italia dove ancora manca una legislazione adeguata e soprattutto delle licenze che ancora non esistono.

Non c’è pace per il poker live italiano che continua ad essere immerso in un grandissimo pantano che troppo spesso, ormai, abbiamo cercato di descrivere nel migliore dei modi. Soltanto fino a pochi anni fa, infatti, nella città di Roma, e anche in altre del Nord Italia, i circoli aperti erano diventati tantissimi con tornei di diverso tipo che riuscivano ad accontentare tutte le tasche. Oggi, invece, i circoli di poker club sono illegali, anche se la verità è che in molti posti si continua a giocare come se niente fosse.

Arriva anche la chiusura del Cotton Club

La situazione odierna, infatti, proprio alla luce degli ultimi avvenimenti, non appare certamente fra le più rosee. A farne le spese anche uno dei più importanti circoli romani, il Cotton Club, che è stato costretto a chiudere la sua attività a fine marzo del 2013 dopo ben nove anni legati ad una grande attività con i principali tornei di poker live. Inutile il ricorso formale al TAR che ha negato ancora una volta la riapertura di quella che probabilmente viene considerata la più importante sala tornei d’Italia.

Una legislazione che non esiste

Del resto sappiamo bene qual è il pomo della discordia e quanto il Cotton Club, come tanti altri circoli, non sia provvisto di una licenza per poter offrire i tornei di poker live. Peccato che ad oggi questa licenza ancora non esista, mentre ci appare sempre più evidente il vuoto legislativo che circonda questo mondo che, tra le altre cose, potrebbe aiutare in maniera considerevole a riempire le casse di uno Stato sempre più in agonia: se solo ci fosse una regolamentazione adeguata.

Chiude anche il circolo di Villa Club

Ma le brutte notizie per il poker live non arrivano soltanto dal Cotton Club. Poco più di una settimana prima, infatti, il circolo Villa Club, situato, nei pressi della città di Pordenone, è stato chiuso per la seconda volta. Secondo quanto riportato dai giornali locali, il circolo portava avanti un’attività di gioco d’azzardo illecito, anche se i particolari della vicenda restano, come sempre, piuttosto confusi: come del resto è confusa la legislazione che riguarda questo settore.

La stampa generalista: una visione distorta?

Tornando a quello che è successo a Roma negli ultimi tempi, con la chiusura definitiva del Cotton Club, quello che possiamo dire è che questa vicenda rappresenta l’ennesima prova di quanto il nostro paese sia indietro in materia di poker live e di Texas Hold’em. E non dimentichiamoci, come la stampa generalista ha dipinto negli ultimi tempi un fenomeno che noi addetti ai lavori conosciamo molto bene, visto che ne parliamo ogni giorno. Anche se non è l’unico settore, quello del poker live, di cui viene riportato soltanto il lato sensazionalistico.

Una verità parziale

E’ successo con il servizio delle Iene di Luigi Pelazza, di cui abbiamo ampiamente discusso un po’ di tempo fa, e con altri articoli riportati dalla stampa generalista. Ma al di là del fatto che siamo i primi ad essere a favore nei confronti di una legislazione per il poker sportivo, quello che dispiace veramente è che in quest’ultimo periodo è venuta fuori soltanto una verità parziale del fenomeno, quando in realtà è un mondo fatto per lo più di appassionati, che non spendono mai cifre da capogiro e anche di professionisti che sono tutt’altro che giocatori d’azzardo.