Poker Live Italia: tra legalità ed illegalità

Poker Live Italia tra legalità ed illegalità

terzo articolo della serie - E’ una situazione strana e piuttosto ambigua quella che sta vivendo il poker live Italia in questo periodo. A tale scopo riportiamo alcuni esempi di fatti accaduti che possono spiegare lo stato contorto in cui si trovano i poker club. Primo su tutti il caso di Sona.

Come vi abbiamo già spiegato nei precedenti articoli la situazione del poker live italiano è piuttosto confusa e anche se in molti poker club della penisola il gioco continua imperterrito, questa disciplina è ancora considerata illegale. Se questo è vero, allora, quello che possiamo dire è che in molti casi la guardia di finanza e le forze dell’ordine continuano a chiudere un occhio su questa strana situazione. Almeno fino a quando non si supera un certo limite.

I fatti di Sona, provincia di Verona

E allora, a scopo di esempio, riportiamo alcuni fatti che sono avvenuti nel corso di questo fine settimana. Nel paese di Sona, infatti, nella provincia di Verona, la Guardia di Finanza ha fatto irruzione in un circolo, il più famoso della zona, denunciando i proprietari e anche nove giocatori. Il caso non farebbe scalpore se non si trattasse di un’associazione sportiva dilettantistica assai conosciuta nella zona che fa giocare a poker live da almeno sette anni.

Tra legalità ed illegalità

Il punto, però, è un altro. Infatti quello che vogliamo sottolineare anche questa volta è il fatto che la situazione è piuttosto complicata. E questo perché in molti paesi d’Italia, soprattutto nel nord della penisola, il gioco del poker viene tollerato almeno fino a quando non si superano certi limiti (anche se non si capisce bene quali siano). Quindi, sottolineiamo il fatto che nel poker club in questione, al momento dell’irruzione della guardia di finanza, sul tavolo c’erano puntate che superavano il valore di mille euro.

L’esempio di Altopascio

In altre regioni, invece, c’è meno tolleranza e la legge viene applicata in maniera più rigida. Tuttavia, per tutti quelli che considerano ancora il poker come un gioco d’azzardo (erroneamente secondo noi) riportiamo un altro esempio. Nel 2008, infatti, le forze dell’ordine fecero irruzione in un poker club di Altopascio, provincia di Lucca, dove si stava giocando un torneo di poker live dal buy in inferiore ai 30 euro.

Il proscioglimento dei gestori del circolo

L’accusa che portata avanti era stata quella di “esercizio di gioco d’azzardo”, ma i gestori dell’associazione del paese toscano vennero, in seguito prosciolti, perché il fatto non sussisteva. Da questo punto di vista va dato merito all’attenta difesa dell’avvocato Marco Ripamonti che riusciva a convincere il giudice che non si trattava di gioco d’azzardo. Un evento sicuramente importante per il futuro del poker live Italia, che, tuttavia non sancisce la legalità di questa disciplina.

Reato amministrativo ma non penale: l’esempio del Fight Poker Club

Da questo punto di vista è emblematico quanto è successo qualche anno fa all’associazione dilettantistica sportiva Fight Poker Club di Roma che, visti i fatti, è stata prosciolta da qualsiasi accusa di reato penale, ma non dal punto di vista amministrativo. Un concetto che ci sembra un po’ contorto, ma che in ogni caso rende bene l’idea di come funzioni la giustizia in Italia. E veniamo al punto: ciò che conta per la legge è la licenza Aams.

La necessità di una licenza aams

Con questo vogliamo dire che gli unici circoli che possono consentire di giocare a poker live sono quelli in possesso di una licenza rilasciata dall’amministrazione autonoma monopoli di stato. Peccato che fino ad ora aams non ne abbia rilasciata nemmeno una, lasciando la situazione dei poker club in uno strano limbo in cui non si capisce bene chi abbia ragione. Per il momento, infatti, si può giocare soltanto nei quattro casino italiani.

Arriveranno le licenza aams

Tuttavia il bando di gara per le concessioni sul poker live è previsto per il 31 gennaio del 2013. E speriamo che non ci siano ulteriori proroghe e soprattutto altri ritardi. Anche perché la malavita organizzata può ottenere dei grossi vantaggi da una situazione ibrida come quella che sta vivendo il poker live Italia. Quando, invece, basterebbero i giusti controlli ed una legislazione adeguata per concedere a molte persone di praticare il proprio gioco preferito.

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