Poker live: arriva l’ennesimo rinvio?

Poker live arriva l’ennesimo rinvio

Sta per concludersi un anno difficile ma probabilmente quello nuovo sarà avaro di buone notizie per il poker live. E’ infatti molto probabile che la legalizzazione del poker dal vivo venga rimandata al 30 giugno del 2013. L’ennesima beffa per un gioco che forse continua a portarsi dietro una fama che non è assolutamente la sua.

E’ stato un anno davvero difficile quello che ci sta per salutare. La crisi, il calo di giocatori, i tornei in ribasso e anche un po’ di stanchezza generale che spesso si attacca alla gente quando in giro ci sono meno soldi. Tuttavia, chi si aspettava un inizio 2013 in grande spolvero, e con una buona dose di novità, forse adesso avrà una brutta sorpresa. Lo diciamo soprattutto perché il poker live in Italia, rimane ancora una chimera e la data per una possibile legalizzazione dei poker club è stata rinviata ancora una volta.

Rinvio per il poker live al 30 giugno 2013

Lo ha annunciato poco tempo fa lo stesso Luigi Magistro, Presidente dell’amministrazione autonoma monopoli di stato, il quale ha dichiarato che per il 2013 non è prevista nessuna novità per il poker live. Dunque, come dicevamo in precedenza, chi sperava che il primo di gennaio sarebbero state assegnate ben 1000 licenze ad altrettanti club adesso dovrà fare i conti con la realtà perché sembra proprio che tutto verrà rinviato al 30 giugno del 2013.

Un duro colpo per il movimento pokeristico

Sabato scorso, infatti, è stato presentato in Senato l’emendamento alla legge di stabilità che rimanderebbe tutto all’inizio dell’estate. Un duro colpo, qualora si dovesse avverare, per tutti quelli che avevano sperato in una possibile riapertura dei poker club. Del resto l’Italia è il paese in cui si rimanda tutto all’eccesso e in cui prima che venga approvata una legge deve sempre passare del tempo. E anche il poker live non ha fatto di certo eccezione.

Le motivazioni di questo rinvio?

A questo punto, però, dal nostro punto di vista, è inevitabile chiedersi quali sono le motivazioni di questo rinvio, visto che il poker live, se controllato bene, potrebbe davvero far comodo ad uno stato come quello italiano, a cui un po’ di liquidità non farebbe proprio male. La questione legata al gioco minorile e soprattutto la lotta alla ludopatia non ci sembrano delle motivazioni plausibili, tanto da far rinviare la legalizzazione definitiva dei poker club italiani.

Necessità di una regolamentazione adeguata

Con questo non vogliamo dire che una regolamentazione ferrea non sia più che giusta e che alcuni limiti non debbano essere superati, ma semplicemente che la situazione odierna non giova al movimento pokeristico italiano e soprattutto alle casse dello Stato che perdono un potenziale guadagno davvero ottimo. Inoltre, continuiamo a sottolineare che un “poker legale” sarebbe sicuramente d’aiuto per la lotta alle bische clandestine, che rispetto ai circoli di una volta sono davvero tutt’altra cosa.

Un immaginario collettivo distorto

A questo, allora, dobbiamo aggiungere la persistenza di un immaginario collettivo distorto che non tiene assolutamente conto della differenza fra un circolo di poker live, dove si svolgono dei comuni tornei, ed una bisca dove si gioca soltanto d’azzardo. Una differenza tutt’altro che lieve che non viene nemmeno presa in considerazione dai politici e soprattutto dalla gente comune che continua a concepire i tornei di poker in maniera molto diversa da quello che in realtà sono.

L’ennesimo rinvio del poker dal vivo

E allora per il momento la situazione resta invariata e chissà se almeno all’inizio dell’estate ne sapremo qualcosa di più o assisteremo all’ennesimo rinvio. Certo è che la nostra classe politica, per quanto riguarda il poker, non ha dimostrato una preparazione così elevata. Basti pensare che molto spesso una disciplina complessa come il Poker Texas Hold’em viene paragonata, per quanto riguarda la componente aleatoria, ad un gioco come le slot machine, che tra le altre cose sono state lanciate nei casino online. Un accostamento che non sta né in cielo né in terra.