Nuove direttive per il poker legale

Poker, video poker, poker online: gioco d’azzardo o gioco di abilità?
Questo secondo termine, abilità, è entrato da poco a far parte dello scenario legale del poker in Italia. La sua gestione e’ ancora molto controversa ed il fatto che questo gioco sia stato associato per anni al gioco d’azzardo non è certo d’aiuto.


Come si sa il poker ha mille sfaccettature: può essere giocato a casa con gli amici, al bar sottoforma di video poker e da qualche anno a questa parte anche a casa, con un pc, direttamente online. Per quanto riguarda il videopoker, la circolare n.1/COA/ADI/2005 afferma che: [...] il legislatore ha inteso escludere – in modo definitivo – qualsiasi possibilita’ di produzione, importazione e gestione degli apparecchi di cui al predetto comma 7 lett. B) (cfr. videopoker), indipendentemente dal fatto che gli stessi non consentato la ripetizione ovvero il prolungamento della partita.' In breve, il videopoker dovrebbe essere abolito.

Il poker online

Alla fine degli anni ’80, il poker non era ancora considerato un sport, ma veniva bensì associato alle realtà di bisca, s’immaginavano fumatori incalliti intorno ad un tavolo nascosto nel retro bottega di un bar, intenti a giocare in via del tutto clandestina.

Quando le realtà online hanno preso il sopravvento, la legge era precisa: la legge del 13 dicembre 1989 n. 401, articolo 4 ('Esercizio abusivo di attivita' di gioco o di scommesse’) afferma che [...]Quando si tratta di concorsi, giuochi o scommesse gestiti con modalità di cui al comma 1, e fuori dei casi di concorso in uno dei reati previsti dal medesimo, chiunque in qualsiasi modo da’ pubblicità al loro esercizio è punito con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda da lire centomila a un milione [...]. Di conseguenza non poteva nemmeno essere fatta pubblicità a questo tipo di giochi dato che non potevano essere nomitati, citati, trattati.

Teoricamente le poker rooms online non hanno ragione d’esistere, ma si sa che nella realtà non è così.

Periodo di prova per il poker online legale in Italia

Da quando il poker online entra a far parte dei giochi di abilità, l’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) ha dato forma ad un poker online legale. Nel comunicato stampa del 16 maggio 2008 leggiamo: [...] Si tratta di giochi di abilità a distanza (ovvero via internet, tv o telefono cellulare), con vincita in denaro, raggruppabili in due macrocategorie: i giochi di carte sotto forma di torneo ed i giochi di abilità puri (sudoku, rompicapo, scacchiera, di parole, strategici, di azione, sportivi ecc.). Il poker ha quindi modo di abbandonare l’aura di gioco d’azzardo che lo ha contraddistinto fino ad ora, entrando a tutti gli effetti a far parte dei giochi legalmente rinosciuti dallo Stato italiano.

L’AAMS prevede in modo preciso le modalità entro le quali è ammesso il poker online. Viene stilata una lista di 30 concessionari autorizzati i quali possono presentare online delle piattaforme di gioco del poker. L’unica modalita’ ammessa è quella del torneo e vengono stabiliti i limiti massimi e minimi dei tornei che possono essere organizzati. Nel comunicato di cui sopra viene espresso: [...] ‘Il prezzo di partecipazione alle partite potrà variare da un minimo di 0,50 euro fino all’importo massimo di 100 euro. Almeno l’80% delle somme raccolte tornerà in montepremi al giocatore. La quota restante sarà divisa tra erario (3%) e concessionario.

Attualmente la procedura per l’offerta dei giochi di abilità potrà essere avviata da circa trenta operatori già titolari della concessione per il gioco pubblico a distanza, ottenuta con la gara che si è conclusa all’inizio del 2007 (l’elenco dei concessionari si può consultare sul sito www.aams.it nella sezione Giochi di abilità). Il decreto istituisce una fase sperimentale di 12 mesi nella quale sarà ammessa la partecipazione al gioco solo ai consumatori in possesso di un conto di gioco aperto presso i concessionari autorizzati alla raccolta in Italia..

L'Unione Europea

In realtà la comunità europea non è completamente daccordo con la legislazione italiana arrivando a delegittimare l’intervento dello stato italiano in merito al gambling online. La legislatura italiana andrebbe contro la normativa europea imponendo una sorta di protezionismo in un mercato che dovrebbe considerarsi libero.

La questione è ancora aperta su tutti i fronti, sia per quanto riguarda nello specifico il poker online in italia, sia per quanto riguarda l’organizzazione dello stesso coerentemente con quanto previsto dalla normativa europea.

Vedremo in che modo si concluderanno queste discussioni, per il momento attendiamo che il poker online legale diventi una realtà nella speranza che riesca ad avere il successo che i concessionari ammessi si prefiggono.