Las Vegas: un sogno diventato realtà (parte 3)

La storia di Las Vegas

All’inizio degli anni '70 Las Vegas era già un simbolo, un’icona della vita senza limiti, del gioco d’azzardo e del sesso facile: liberatasi, almeno in parte, dalla malavita organizzata, la città era pronta per la sua ennesima trasformazione e divenire meta per famiglie, non solo per giovani avventurieri desiderosi di provare il rischio dell’eccesso.

Gli anni ‘80

È infatti all’inizio degli anni 80 che la città iniziare a cambiare volto, a divenire più a misura d’uomo con l’apertura di attività che avevano poco o nulla a che fare con il gioco d’azzardo, come per esempio i centri commerciali e i resort. Nel 1989 venne inaugurato il primo megaresort della storia, che sancirà la tendenza di accorpare all’interno di un hotel non solo l’attività di gioco d’azzardo, ma anche tutte quelle attività che fino ad allora erano state svolte esternamente: ecco che gli hotels si riempiono di boutiques, centri benessere, ristoranti, arene per spettacoli dal vivo, bar e locali notturni e tanto altro. È questa l’era dei megaresorts. È questa l’era di Steve Wynn.

La moderna Las Vegas

Fu infatti il visionario Steve Wynn che creò, utilizzando il denaro proveniente dai Junk Bonds di Las Vegas, il Mirage: resorts che in breve tempo diverrà una vera e propria leggenda ed all’interno del quale si svolgeranno alcune delle più interessanti partite di Texas Hold’em che la storia possa ricordare.

Verrà poi la volta del Rio - attuale sede delle WSOP, dell’MGM, dell’Excalibur e tanti altri, per terminare con il recentissimo Cosmopolitan, tutt’ora in fase di ultimazione. La nuova tendenza in città per tutti gli anni 90 e 2000 fu quella di stupire, di costruire un resort sempre più mirabolante del precedente e destinato ad essere a sua volta sorpassato da quello che verrà. E’ cosi che sono nati il Caesar Palace, versione moderna, il Bellagio, il Wynn ed è così che verranno creati i futuri megaresort.

I nostri tempi

E veniamo ai tempi nostri, tempi di crisi dei mutui e di un economia in profonda recessione: anche la patria del Texas Hold’em ha dovuto inchinarsi alla situazione economica negativa, vedendo i profitti calare progressivamente, vedendo diverse attività chiudere perché non più profittevoli e vedendosi addirittura rubare lo scettro di regina mondiale del gioco d’azzardo dalla perla orientale Macau, che ha recentemente superato Las Vegas in termini di fatturato legato al gioco d’azzardo.

I tempi bui sembrano però alle spalle, come lo dimostrano i dati in crescita di questa fine 2010, e siamo pronti a scommettere che Las Vegas saprà presto riprendersi lo scettro non solo di patria del Texas Hold’em ma anche del gioco d’azzardo in generale.

Primo articolo della serie - Las Vegas: un sogno diventato realtà (parte 1)
Secondo articolo della serie - Las Vegas: un sogno diventato realtà (parte 2)