Las Vegas: un sogno diventato realtà (parte 1)

La storia di Las Vegas

Di certo Rafael Rivera non avrebbe mai pensato che quel gruppetto di case in pieno deserto, che egli stesso decise di chiamare Las Vegas ovvero “i prati”, sarebbe diventato al capitale mondiale del gioco d’azzardo e dell’intrattenimento. Ecco la prima parte della storia della Mecca del gioco d’azzardo.

Il Texas Hold’em nel 1829 non esisteva e la corsa all’oro doveva ancora iniziare. Fatto sta che un sogno era nato. Ci vollero quasi altri 100 anni perché quella cittadina iniziasse ad ingrandirsi, soprattutto grazie ad un nuovo acquedotto in grado di trasportare acqua con maggiore efficienza, divenendo un punto di sosta, dove i viaggiatori dalla costa est amavano fermarsi durante il loro tragitto verso i territori in continua espansione della California.

Ufficialmente Las Vegas venne fondata nel 1905, ma il boom della città si ebbe con la costruzione della Hoover Dam, una maestosa diga poco lontano dall’attuale territorio cittadino, che fu voluta dall’allora presidente Hoover in persona, nel lontano 1930.

Lo sviluppo economico

Quello che oggi è il paradiso di noi giocatori di Texas Hold’em era all’epoca un accozzaglia di colletti blu giunti in città con la speranza di sbarcare il lunario nella costruzione di questa maestosa diga. Fu proprio questo strato sociale di basso livello ad attirare la malavita organizzata, all’epoca una vera e propria istituzione negli Stati Uniti, desiderosa di assicurarsi il fiorente mercato di gioco d’azzardo e prostituzione della città.

Pensate che si era ancora in epoca di proibizionismo quando lo stato del Nevada fiutò l’incredibile affare e autorizzò il gioco d’azzardo: nacquero allora i primi casinò di Las Vegas come il Northern Club e il Las Vegas Club. Sede dell’azione era Fremont Street, la via principale di Las Vegas, dove più avanti sorgerà il Binion’s, sede delle World Series of Poker per più di un quarto di secolo.

Il crimine prende piede

Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale Las Vegas divenne una delle città americane con più alto tasso di immigrazione: reduci e famiglie distrutte dalla guerra venivano in questa nuova e promettente città per costruirsi una nuova vita. Purtroppo ancora una volta il crimine organizzato mise le mani sullo sviluppo economico della città, arrivando ad essere la vera e propria autorità in città: gli omicidi e le rapine erano all’ordine del giorno e in città regnava il caos. Qualcosa andava fatto al più presto al fine di evitare che il sogno di questa cattedrale nel deserto finisse in mano ad un manipolo di mafiosi senza scrupoli. E per fortuna di tutti, non solo degli amanti del Texas Hold’em, qualcosa venne fatto.

Secondo articolo della serie - Las Vegas: un sogno diventato realtà (parte 2)
Terzo articolo della serie - Las Vegas: un sogno diventato realtà (parte 3)