L’errore di sedersi al tavolo con un amico

Texas Holdem mai sedersi al tavolo con un amico

Giocare con amici e parenti a Texas Hold’em: da un esperienza passata alcuni consigli su come comportarsi quando al tavolo c’è qualcuno che conosciamo bene.

Come ben sappiamo al tavolo di Texas Hold’em non esistono amici: ognugno dei giocatori presenti è seduto lì con l’unico ed il solo obbiettivo di vincere le chips di chi ha di fronte. Amici, parenti e conoscenti devono essere trattati alla stessa maniera di estranei questo perchè altrimenti si rischierebbe non solo di falsare il gioco e renderlo più difficoltoso, ma anche di cadere vittime della propria benevolenza.

Capisco che sia difficile, se non impossibile, giocare contro il nostro miglior amico e cercare di mandarlo broke a tutti a costi: in questi casi la cosa migliore da fare è evitare di giocare allo stesso tavolo. Purtroppo questa è stata una lezione che ho imparato a caro prezzo.

Un posto libero

Mi recai qualche tempo fa in una partita casalinga in quel di West Palm Beach accompagnato dal mio amico Robert, ristoratore della zona, amico che avevo deciso di introdurre agli amici di WP. Il gioco come sempre era No Limit Texas Hold’em cash game 2-5: sapevo che Robert non era tra i migliori giocatori di poker e mi ero riproposto di non giocare quella sera, ma semplicemente di guardare la partita Lakers-Celtics in tv.

Putroppo non ho mantenuto fede alle mie promesse e quando mi è stato detto che era rimasto un posto libero non ho saputo dire di no. Rimpiango ancor’oggi la mia scelta. Giocai tutto il tempo con un occhio di riguardo verso Robert foldando ai suoi patetici bluff (è il peggior bluffatore che io conosca), non puntando troppo, e anche lasciandogli piatti che normalmente avrei portato a casa. Insomma stavo facendo di tutto perchè Robert si divertisse e limitasse le proprie perdite.

Imbracciata l’artiglieria non mi risparmia la cortesia

Citare De Andrè è la miglior maniera per descrivere il comportamento di Robert, e non vorrei che mi si fraintenda: un giocatore principiante e non padrone della situazione non ha ben chiare le dinamiche del tavolo, e se gioca una mano come quella che sto per descrivere lo fa sicuramente in buona fede.

Su di una mano in cui ho colore nuts e Robert full di 7 perdo tutto il mio stack dopo essere caduto vittima dello slow play del mio amico, che non mi sarei mai aspettato da parte sua. Purtroppo sono io ad aver sbagliato, evitando di mandarlo broke in diverse circostanze e di conseguenza dandogli la possibilità di stackarmi. Robert ha interpretato al meglio la regola di Texas Hold’em espressa all’inizio di questo pezzo, putroppo io non l’ho fatto e le conseguenze sono state sanguinose.