Il texas hold’em e la matematica

Il texas holdem e la matematica

Il texas hold’em, ormai confermato come gioco di abilità e strategia, richiede un un’analisi e un approccio matematico che prenda in considerazione tutti i pro e i contro di ogni mossa.

Quando giochiamo a Poker, in particolare a Texas Hold’em, il nostro approccio ad ogni singola decisione deve essere di tipo matematico, ovvero deve tenere in considerazione la totalità dei benefici che tale decisione ci può portare e scontarli dalla totalità degli elementi negativi: se il risultato è un numero positivo siamo di fronte ad una buona decisione, una decisione in grado di farci guadagnare sul lungo termine, cioè una decisione a valore atteso positivo.

Ne consegue che il buon giocatore di Texas Hold’em è quello che prende la maggioranza di decisioni a valore atteso positivo, e il perfetto giocatore di Texas Hold’em è quello la cui sommatoria dei valori attesi di tutte le decisioni prese è uguale alla massima raggiungibile. Stiamo qui parlando di una sorta di teorema generale del Poker di David Sklansky, solo leggermente riveduto e corretto.

Decisioni molto positive o meno

A questo punto siamo riusciti a scremare i giocatori di Texas Hold’em vincenti da quelli perdenti. Ma cosa distingue un buon giocatore di Texas Hold’em da un ottimo giocatore, un fuoriclasse per intenderci? La risposta è semplice: avere la capacità di prendere la decisione a valore atteso positivo più alto. Esaminiamo la decisione seguente, paradossale ma in grado di ben spiegare la situazione: supponete di giocare una partita di Texas Hold’em heads up contro un avversario terribile, dal ROI di -50%, ovvero un avversario con le stesse probabilità di vincere che di fare 13 al totocalcio. Ora supponete che durante la prima mano della partita questo avversario non solo faccia all in ma decida anche di mostrarvi le sue carte: KQ.

Non è tutto oro quello che luccica

A questo punto guardiamo cosa il dealer ci ha fornito e scopriamo di essere in possesso della mano migliore, ovvero A2. Una easy call direte voi. No. Easy fold dico io. Mi spiego meglio: facendo call prendiamo sì una decisione a valore atteso positivo, in grado di portarci profitto sul lungo termine, ma ci stiamo comunque giocando questa partita di Texas Hold’em circa con il 60% delle probabilità. Di certo la migliore situazione se il nostro avversario possiede un’abilità pari o superiore alla nostra, ma contro un giocatore di Texas Hold’em estremamente perdente come quello che vi trovate di fronte la miglior soluzione, ovvero quella a valore atteso maggiore, è foldare e aspettare che durante la partita sorgano situazioni più favorevoli, che per la natura dell’avversario che avete di fronte è un dato di fatto, non una possibilità.