Il riconoscimento del poker nel CONI: è possibile?

Poker sportivo in attesa di un riconoscimento dal CONI

Il poker sportivo considerato come una vera e propria disciplina e quindi riconosciuto dal CONI: questo desiderio di tanti giocatori o semplici appassionati rimane solo una speranza per il momento. Intanto però, diventano sport alcuni settori come i videogiochi.. e questo fa un po’ rabbia a chi nel poker sportivo ci crede davvero.

In attesa di un riconoscimento da parte del CONI

E’ ormai da un po’ di tempo che l’idea di “poker sportivo” punta a combaciare con quella di gioco di abilità, lasciando ben lontana l’idea troppo diffusa e poco realistica di gioco d’azzardo. Proprio perché parliamo di uno “skill game” riconosciuto, questa passione è legata all’abilità dei giocatori e non alla sorte. Skill game significa infatti “gioco di abilità”, e se di questo stiamo parlando quando si tratta di poker sportivo, allora il gioco dovrebbe essere una disciplina riconosciuta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Purtroppo però le cose non stanno in questo modo, ed anche se la disciplina pokeristica ha i requisiti per entrare a far parte del CONI, ad oggi questo non avviene.

La situazione è decisamente complicata considerando che ormai l’intero settore del poker live è bloccato da anni, tanto che si attende una regolamentazione del settore, che sembra non arrivare più. Tutto questo già si sapeva, ma quando arrivano novità di un “certo tipo” l’argomento poker sportivo e CONI torna alla mente. Il CONI ha infatti riconosciuto in questi giorni un nuovo gioco..

I videogiochi però diventano sport

E’ arrivato un nuovo settore del poker sportivo, quello dei “Giochi Elettronici Competivi”: è stato infatti riconosciuto dal CONI questo sport. Dopo esser stato sempre una grande passione, il videogioco diventa qualcosa di più per gli italiani, offrendo una strada “professionale”. L’ASI, sigla corrispondente alle Associazioni sportive e sociali italiane, ha infatti creato il settore GEC, ossia Giochi elettronici competitivi.

I videogiochi ed i loro campioni, a parte in Italia dove non c’è ancora quest’immagine del player di videogiochi professionista, sono infatti molto seguiti in tanti paese dell’estero. I “campioni” di alcuni videogiochi particolarmente famosi (come Fifa che è legato al calcio) sono delle superstar e per loro giocare può diventare un vero e proprio lavoro, una professione. Ok, ma perché il poker allora non può essere considerato anch’esso ufficialmente uno sport? A questa domanda è difficile rispondere, perché di risposte negative non ce ne sono e sembra abbastanza difficile comprendere cosa i videogiochi abbiano in più del poker..sempre dal punto di vista sportivo ovviamente.

All’interno del CONI c’è la Lega Italiana Poker Sportivo

Piccola ma reale ed esistente consolazione per i pokeristi, sta nell’esistenza della Lega Italiana Poker Sportivo (LIPS) che si trova all’interno del CONI. Nata e attiva dallo scorso dicembre, è stata creata dall'Associazione Centri Sportivi Italiani conosciuta anche come Acsi, che attraverso una delibera del consiglio direttivo, ha sancito la costituzione del primo settore nazionale nella storia del poker sportivo nel nostro paese.

Secondo quanto sostiene la LIPS stessa, non si tratta di un ente che ha semplicemente tentato di affiliarsi al CONI, ma bensì di un ente di promozione sportiva con all’interno “un settore nazionale ufficiale per offrire tutela e assistenza a tutte le realtà territoriali che operano o intendono iniziare ad operare nell’ambito del poker sportivo e in tutte le sedi istituzionali deputate alla tutela degli sport”.