Il poker live in calo anche in Nevada

Il poker live in calo anche in Nevada

Un periodo difficile per il poker live persino in Nevada. Nel 2012 l’affluenza è scesa di più del 6% e nonostante quello del poker non sia il mercato più redditizio attraeva in una città come Las Vegas molti giocatori che spesso si intrattenevano con altri giochi. E ora con la futura legalizzazione del poker online che cosa succederà?

E’ un periodo non certo fra i più rosei quello che sta vivendo il poker live. E mentre in Italia, probabilmente a causa della crisi economica i tornei con buy in più elevato hanno subito una flessione, dall’altra parte dell’oceano la situazione non è sicuramente fra le migliori. In Nevada, infatti, dove presto verrà legalizzato il poker online, negli ultimi tempi c’è stato un ribasso che anche se lieve la dice lunga sulla congiuntura negativa di questo periodo.

Un confronto con Macao

Ma partiamo dal principio. Prima di parlare del poker live, infatti, occorre precisare che il Nevada e soprattutto Las Vegas non detengono più il primato nel mondo del gioco d’azzardo. I casino di questo stato da un bel po’ di tempo a questa parte hanno ceduto il gradino più alto del podio a Macao, oasi del gioco d’azzardo della Repubblica Popolare Cinese che con incassi che raggiungono i 38 miliardi di dollari ha superato per più di tre volte quelli del Nevada.

Numeri in calo a Las Vegas per il poker

E per quanto riguarda il poker live cosa sta succedendo a Las Vegas? Diciamo innanzitutto che nel 2012 il numero dei giocatori che si sono recati nella città del peccato per giocare a poker è calato di oltre il 6%. Un numero decisamente allarmante se consideriamo che fino al 2005 i dati erano assolutamente in crescita. Lo dimostra l’apertura di più di 40 poker room per il gioco live che all’epoca erano 140 contro le 104 del 2011.

Poker: i guadagni complessivi a Las Vegas

Non dimentichiamoci, però, che i guadagni complessivi del Nevada considerando il gioco d’azzardo nella sua globalità arrivano a 10,8 miliardi, mentre il poker live con i suoi incassi da 123 milioni di dollari sembra davvero cosa da poco rispetto allo sforzo organizzativo di un torneo importante come le World Series of Poker. Ma visto che la maggior parte di questi player passano anche un bel po’ di tempo alle slot machine e ad altri giochi, allora anche il poker ha la sua incidenza nella crisi che stanno vivendo i casino di Las Vegas.

Un periodo difficile anche per il Nevada

In altre parole una minore affluenza di giocatori di poker significa una diminuzione d’introito anche per tutti gli altri giochi di casino come le slot machine, la roulette oppure il Black Jack. Del resto in un periodo in cui il denaro scarseggia è normale che Las Vegas e tutto il Nevada non stiano passando uno dei momenti migliori dal punto di vista economico. E il numero di affluenze nel poker live non è che una prova della situazione che c’è in questo periodo.

Il ritorno del poker online

E visto che alcuni dei più importanti operatori del poker online (fra cui Pokerstars che ha acquistato un casino ad Atlantic City) si stanno preparando al periodo in cui si potrà tornare a giocare sul web, la domanda nasce spontanea. Che cosa succederà al poker live a Las Vegas quando Full Tilt Poker e tutte le altre poker room avranno una licenza per il Nevada? Difficile trovare una risposta, anche se in generale quello che possiamo dire è che l’online ed il live sono due mondi che viaggiano di pari passo.

Il Black Friday è ormai acqua passata

Basti pensare che molti tornei di poker live vengono sponsorizzati da poker room online e che l’assenza di questo settore negli Stati Uniti non ha certamente giovato al movimento generale. Il Black Friday, infatti, avvenuto nell’aprile del 2011, ha reso illegale il poker online e ha sicuramente portato una ventata negativa in tutto il movimento pokeristico statunitense. Ma ora che tutto questo sembra ormai acqua passata qualcosa potrebbe cambiare a breve. E anche i numeri di Las Vegas potrebbero salire nuovamente.