Il Poker come disciplina olimpica?

Il Poker come disciplina olimpica

Sono appena terminate le Olimpiadi di Londra 2012 e sono state davvero tante le discipline o gli sport che hanno fatto divertire tutti gli appassionati. Mancava, però, il poker. In questo articolo ecco i motivi per cui, secondo noi, questa disciplina potrebbe diventare anche olimpionica.

Sono appena terminate le Olimpiadi di Londra 2012 e abbiamo potuto constatare che sono state davvero tante le discipline sportive a cui abbiamo potuto assistere. Dall’atletica al nuoto, dalla ginnastica artistica fino agli sport di squadra, dal tiro con l’arco al tiro a segno. A tal proposito, se consideriamo queste ultime due specialità, possiamo davvero dire che ci sembrano delle discipline di abilità piuttosto che due sport.

Una disciplina Olimpica?

E questo succede perché, a nostro avviso, non è importante la preparazione atletica, anche se quella non fa mai male, ma soprattutto l’abilità del singolo partecipante nel fare centro. In altre parole quello che vogliamo dire è che si tratta di un gioco d’abilità che è entrato a pieno titolo nelle Olimpiadi di Londra 2012. Ci chiediamo, allora, essendo il poker un gioco prettamente d’abilità, perché non possa diventare anch’esso una disciplina olimpica.

E allora eccovi alcuni buoni motivi perché secondo noi questo gioco dovrebbe diventare a pieno titolo uno sport olimpico. In primis, come dicevamo (e soprattutto come abbiamo sempre detto) parliamo di un gioco d’abilità, in cui è necessario un allenamento continuo per ottenere dei risultati. In altre parole l’elemento fortuna c’è e a volte, pur avendo una mano vincente al 90%, potremmo comunque perdere, ma questo accade anche nello sport quando, per esempio, un atleta subisce uno stiramento oppure un infortunio.

Perché portarlo alle Olimpiadi?

In secondo luogo (in controtendenza a tutti quelli quei ben pensanti che pensano sia un gioco d’azzardo) sappiamo bene che nei tornei di poker più importanti c’è sempre un vincitore. E non importa se la disciplina sia il Texas Hold’em, l’Omaha oppure il Crad Stud perché alla lunga l’abilità e la conoscenza delle strategie sono gli elementi che servono per vincere.

Certo, una cosa che possiamo dire è che in generale nei tornei di poker importanti c’è sempre un buy in da pagare, cosa che quantomeno ci sembrerebbe poco attendibile nelle Olimpiadi, visto che non si gioca per denaro. Ma tutto questo potrebbe essere sostituito dalla competitività e soprattutto dall’idea di portare a casa un oro, un bronzo oppure un argento, giocando per la propria nazione. Motivo per cui, secondo noi, il gioco non sarebbe falsato.

La componente di abilità

In più alle Olimpiadi abbiamo assistito a molti sport come ad esempio il tiro con l’arco, il tiro a segno, il tiro al piattello dove è necessaria soprattutto la componente d’abilità. Sicuramente anche la salute e fisica e l’allenamento saranno importanti, ma questo riguarda soprattutto la salute psicofisica e la capacità di resistere alla tensione, cosa che è fondamentale anche nel poker anche se forse sotto altri punti di vista.

Cosa succederà in futuro? Alcune ipotesi

Detto questo, anche se ci piacerebbe davvero poter vedere il poker come disciplina olimpica, diciamoci la verità. E’ molto difficile che vedremo la nostra disciplina preferita nei prossimi giochi a Rio de Janeiro, come del resto lo è anche per le Olimpiadi che si terranno fra 12 0 16 anni. E questo succede perché non molti sanno quanto sia importante la componente di abilità in giochi come il Texas Hold’em.

Olimpiadi del poker?

E voi cosa ne pensate? Potrebbe il poker diventare un disciplina adatta alle Olimpiadi? Secondo noi si, ma chiaramente quelle che vi abbiamo riportato sono soltanto delle idee che andrebbero approfondite. Del resto abbiamo già i campionati del mondo, ovvero le World Series of Poker! E allora perché non fare i giochi olimpionici del poker? E’ soltanto un’ipotesi che difficilmente si avvererà, anche se ci piacerebbe davvero tanto!