Il bluff nel Texas Hold'em

Il bluff

Probabilmente nel poker l’elemento più affascinante del gioco è il bluff, ovvero illudere il nostro avversario di avere una mano molto forte, migliore della sua, e di indurlo a lasciare a noi un piatto che, a carte scoperte, sarebbe stato il suo.

Il Texas Hold’em non fa eccezione: molti giocatori infatti sopravvalutano il potere del bluff, forse perché stregati dal suo fascino, arrivando ad una frequenza di bluff eccessivamente alta. Certo è vero che la regola secondo la quale “se non si viene mai scoperti in bluff significa che non stiamo bluffando abbastanza” ha un suo perché, ma molte volte viene fraintesa.

Don’t bluff too much

Questo è quanto il mio mentore americano di Texas Hold’em amava ripetermi costantemente per via di un semplice motivo, la matematica! Stiamo infatti parlando di un gioco di carte basato sulla matematica, il Texas Hold’em appunto, fatto di pot odds e di implied odds, nel quale molto spesso le decisioni in merito ad una call vengono prese in base ad una valutazione rischio/rendimento: bluffare troppo significa dare un pretesto al nostro avversario che giustifichi la sua call.

Certo è anche vero il contrario, ovvero che un giocatore di Texas Hold’em prevedibile e lineare, che non bluffa mai e che gioca solo quando ha il punto in mano, è di sicuro un giocatore perdente, il quale non ottiene il massimo dai suoi punti forti, in quanto “indirettamente scontati” da parte dei suoi avversari. La via di mezzo è, come spesso accade, anche nel Texas Hold’em la migliore da seguire: una giusta frequenza di bluff è quello che ci vuole per garantirci sia di venire pagati spesso quando leghiamo un buon punto, sia di poter a volte vincere dei piatti con mani nulle, forti della credibilità delle nostre puntate.

Il potere del semibluff

Piuttosto nel Texas Hold’em il vero bluff è costituito dal semibluff, ovvero quando un giocatore dimostra forza, puntando o rilanciando forte, avendo in mano una mano debole, ma con possibilità più o meno forti, di miglioramento. Il classico draw per intenderci.

Questo è il vero bluff del poker texano, quello effettuato con carte ancora da girare, carte che possono esserci utili oppure totalmente inutili, ma che possono comunque scoraggiare il nostro avversario e convincerlo ad abbandonare il piatto. Il puro bluff, quello effettuato con tutte le carte girate, è un qualcosa da utilizzare molto raramente nel Texas Hold’em: a riprova di quanto appena detto l’opinione di Jamie Gold, sicuramente il peggior vincitore del Main Event delle World Series of Poker - WSOP, il quale considera, erroneamente, questo tipo di bluff come un’arma molto forte nelle mani di un giocatore di Texas Hold’em. Contento lui….