I giocatori di poker alle prese col fisco

I giocatori di poker e le tasse da pagare

Il poker ed il fisco, due cose unite da un filo conduttore che però non si sa bene quale sia: se nel nostro paese è chiara la tassazione sul poker online, molti pensano che dovrebbe essere chiarita anche la situazione del poker live. Quali sono le tasse da pagare per i giocatori di poker professionisti?

I poker pro avranno dei criteri fiscali pensati per loro?

Le ultime novità legate alla fiscalità dei giocatori di poker, arrivano proprio in questi giorni dall’avvocato Stefano Sbordoni, legale esperto del settore gambling italiano, che ha da poco preso parte al convegno dal nome "Cybercrime e la sicurezza". Questo convegno si è tenuto a Londra, durante l’Ice Totally Gaming, un evento britannico sul mondo del gioco e dell'intrattenimento. In questo contesto l’avvocato ha fatto sapere che l’AAMS, per la quale lui collabora come consulente, ha preso atto della questione relativa ai giocatori di poker professionisti, e sta scegliendo dei criteri da stabilire e seguire. Giustamente l’avvocato specialista nell'area gambling, attraverso una sua dichiarazione a GiocoNews, ha fatto notare come in Italia non sia stata ancora individuata la categoria del poker pro e quindi i debiti ed i criteri a questa collegata. Del resto riconoscimento non si possono presumere i guadagni dei giocatori professionisti.

Intanto il “problema” è sistemato per i giocatori di poker online

Per quanto riguarda il settore del poker online, invece tutto si è sistemato da quando sono arrivate le poker room AAMS, e sono state bandite quelle estere anche attraverso l’oscurazione dei loro siti. Come si sia, le rooms con regolare licenza dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, tassano i giocatori di poker alla fonte (nel momento stesso in cui viene pagato il buy-in), e di conseguenza i players residenti in Italia non sono tenuti a dichiarare vincite avute sui portali “.it”. Tutti coloro che invece utilizzano i portali non legali per giocare a poker online, compiono un’azione vietata ed evadono in un certo senso il fisco italiano.

Alcuni players però non seguono le regole e…

Anche se da quando è stato legalizzato ed organizzato il settore delle room legali la maggior parte dei giocatori di poker hanno scelto queste, c’è ancora qualcuno che gioca sulle room non autorizzate anche con conseguenze non troppo positive. E’ questo il caso di un player di Varese, che a Novembre 2011 è stato denunciato dalla Guardia di Finanza per vincite non dichiarate al fisco addirittura pari a 6 milioni di euro! Dal 2007 al 2011 questo giocatore grindava su una room inglese e non aveva mai dichiarato nessuna vincita al fisco italiano. Per questo motivo, il giocatore è stato accusato di evasione fiscale e gioco d’azzardo, ed è stata anche aperta un’indagine sulla sua persona. Se i players residenti in Italia giocano su portali di poker online esteri, sono tenuti quindi a dichiarare il complessivo di quanto vinto, e senza poter richiedere detrazioni come per il buy-in pagato.

Anche i campioni WSOP alle prese col fisco e le tante tasse

Tornando al discorso del poker live e delle tasse ad esso legate in ogni parte del mondo (variano ovviamente di stato in stato), in molti si ricorderanno come fu doppiamente fortunato il campione del Main Event WSOP 2011, Pius Heinz. La sua vincita di 8.715.638$ ottenuta al Main Event No Limit Hold’em da 10.000$, usufruì delle speciale convenzione fiscale bilaterale tra Germania e Stati Uniti. Questo significò che il campione tedesco che aveva battuto un field numeroso e pieno di grandi giocatori di poker, solo il 15% del montepremi totale invece del 40% come prevede l’IRS (l’agenzia fiscale USA).