Gioco Online USA: No dei Repubblicani!

Gioco Online USA No dei Repubblicani

I repubblicani osteggiano il poker ed il gioco online negli Stati Uniti d’America. E’ parte del programma pervenuto dalla Convention del partito tenutasi a Tampa. Dietro a questa decisione, però, potrebbero esserci degli interessi economici ben più grandi. Quale sarà, allora, il futuro del poker online USA?

Sembrava che ci potesse essere uno spiraglio per il poker online a stelle e strisce, ma stando a quanto è successo nelle ultime settimane la situazione sembra cambiata drasticamente. Dunque, se da un lato sembrava che il poker online, unito a tutta l’industria del gioco online, potesse vivere un periodo di svolta partendo proprio dal Nevada, ora come ora pensare all’apertura di questo mercato in Internet potrebbe essere un lontano miraggio.

La linea dura dei Repubblicani

Dunque, il futuro per il mercato del poker online stelle a strisce, potrebbe essere già compromesso e tutti i giocatori di poker USA, emigrati per continuare a praticare la loro professione, sembrerebbe oscuro. Ad osteggiare l’entrata in vigore del gioco online, ci ha pensato il partito Repubblicano nell’ultima Convention tenutasi pochi giorni fa a Tampa. In questo contesto è, infatti, prevalsa la linea dei cosiddetti conservatori che vedono il gioco online come una minaccia.

La posizione di Mitt Harvey

La posizione del prossimo candidato alla Casa Bianca, Mitt Harvey, è stata molto intransigente al riguardo. Il gioco d’azzardo, infatti, visto sotto forma di una patologia, potrebbe costituire un problema per molte famiglie americane. Motivo per cui, da questo punto di vista, Internet dovrebbe essere tutelato soprattutto nei confronti dei minori che facilmente si potrebbero avvicinare al gioco online, qualora questo venisse legalizzato negli Stati Uniti.

Interessi economici e politici

A questo punto, però, non possiamo che farci delle domande. Dietro all’aria da paladino della giustizia che ruota intorno alla figura di Mitt Harvey e di tutto il partito repubblicano potrebbero esserci degli interessi politici ed economici allo stesso tempo. Non scordiamoci, infatti, del legame fra il candidato alla Casa Bianca ed il magnate Sheldon Adelson che altri non è che il proprietario del “The Venetian” di Las Vegas e di Macao, nonché finanziatore della campagna elettorale di Mitt Harvey.

Il ruolo di Sheldon Adeelson

Dunque, come dicevamo, sono davvero in molti a credere che dietro la decisione persa del Harvey e dal Partito ci sia l’ombra di Sheldon Adelson, che per questioni di interessi economici personali (cioè difendere il mondo del gioco d’azzardo da Internet), ha probabilmente messo il suo veto, grazie ai propri quattrini, sulla legalizzazione di questo mercato. Il problema, però, è che ci è andato di mezzo il poker online, ovvero uno “Skill game” che ben si allontana dal concetto di gioco d’azzardo.

La debolezza dei democratici

Del resto una buona campagna elettorale negli Stati Uniti ha sicuramente bisogno di un investitore che, tuttavia, molto spesso non fa altro che andare incontro ai propri interessi. A questo, però, va aggiunto che anche l’ala del partito democratico, che dovrebbe essere quella a favore della legalizzazione del poker online, ha mostrato ultimamente una spaccatura, cosa che potrebbe sicuramente inibire la stesura, o se non altro, la proposta di una legge federale a favore del poker.

Gioco online USA: un tabù?

Dal canto nostro, ci sentiamo di dire, riprendendo il discorso che abbiamo accennato poc’anzi, che il poker online è una disciplina ben diversa dai tradizionali giochi d’azzardo, anche se probabilmente non è questo il pomo della discordia. In America, infatti, molto spesso prevalgono gli interessi delle lobby e dei finanziatori, come sembra che sia avvenuto anche in questo caso. Ed è assai probabile che per il momento il poker online rimanga un tabù in quello che potrebbe essere il mercato potenzialmente più valido.