Full Tilt Poker, un anno dal Black Friday

Full Tilt Poker, un anno dal Black Friday

A un anno dal fatidico giorno che ne decretò la chiusura si parla di una possibile riapertura di Full Tilt Poker, la poker room colpita il 15 aprile 2011 dagli eventi del Black Friday. Dopo le accuse a schema Ponzi, il ritiro della licenza e tanti altri avvenimenti la poker room, nel bene e nel male, fa ancora parlare di sé.

E’ passato esattamente un anno dal quel famoso Black Friday che ha messo in ginocchio il poker online statunitense, decretando la chiusura di alcune delle più importanti poker room che operavano nel paese. Tra queste l’unica che è riuscita ad uscire dal polverone è stata Pokerstars, mentre le altre tre, Full Tilt Poker compresa, di fatto si sono trovate con le porte sbarrate e con un’inchiesta in corso che ha portato alla luce un sistema marcio dall’interno.

L’arrivo del gruppo Bernard Tapie

E ora dopo un anno di alterne vicende che hanno gettato la maggior parte dei giocatori di poker nella più completa incertezza, sembrerebbe che l’acquisto di Full Tilt Poker da parte del gruppo Bernard Tapie abbia riportato un po’ di luce nei cuori offuscati dei player. Infatti, la notizia che Pocket Kings, società che cura il marketing della Red Room, sta cercando nuovo personale non ha potuto che riaccendere tali speranze.

I fondi da restituire ai giocatori di poker

Resta il fatto, però, che i player che avevano aperto un conto di gioco su Full Tilt Poker non hanno ancora visto un centesimo. E la poker room, che sul più bello si è trovata con soltanto una trentina di milioni di dollari nelle casse, a fronte dei 300 mila che doveva restituire, non ha ancora riaperto i battenti dopo un anno di sospensione. Dunque, come andrà a finire questa vicenda legata ad un colosso che deteneva all’incirca il 20% del mercato mondiale?

Le accuse di schema Ponzi

Rispondere a questa domanda per il momento ci risulta difficile, ma sta di fatto che nel 2010, dopo le scottanti rivelazioni del pentito Daniel Tzvektoff, è partita un’inchiesta che ha portato alla chiusura di Full Tilt Poker. La Red Room, infatti, è stata accusata di aver utilizzato lo schema Ponzi, ovvero un “modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi investitori, a loro volta vittime della truffa”.

La lobby di Las Vegas

Tuttavia, c’è anche una corrente di pensiero secondo cui la chiusura di Full Tilt Poker sia da collegare ad una forte pressione da parte di figure politiche assai vicine alle lobby di Las Vegas. E secondo questa tesi i concorrenti esteri sarebbero stati estromessi dal mercato statunitense per permettere a questa forza politica di controllare l’intero mercato. Vediamo, allora, di fare un passo indietro e di ridare uno sguardo alla cronologia degli eventi.

15 aprile 2011: la chiusura della Red Room

Come abbiamo accennato in precedenza, tutto comincio il 15 aprile del 2011, esattamente un anno fa, giornata in cui il ciclone Black Friday si abbatteva come una tempesta su Full Tilt Poker. Da questo momento in poi molti giocatori di poker americani hanno scelto la via della diaspora per continuare a giocare a poker online. Fra questi un gran numero di professionisti che facevano del poker online la loro professione principale.

29 giugno 2011: ritiro provvisorio della licenza

A seguito degli avvenimenti del Black Friday gli eventi, per Full Tilt Poker, sono stati disastrosi e il 29 giugno dello stesso anno la sua licenza è stata ritirata in maniera provvisoria. La revoca definitiva è giunta il 19 settembre 2011, lasciando la maggior parte dei player con i conti bloccati senza aver ricevuto un soldo di rimborso. Ora, però, la situazione sembra essere cambiata e sono tanti gli indizi che potrebbero indirizzare verso una possibile riapertura.

C’è chi dice che per l’estate il gruppo capitanato da Bernard Tapie possa riportare alla ribalta uno dei più importanti colossi del poker online mondiale. Per il momento possiamo solo aspettare a fare delle lievi previsioni con gli elementi che abbiamo a disposizione.