Finito incubo ritenuta 20% per poker pro su bonifici esteri

Niente più ritenuta 20% su bonifici esteri

E’ finito l’incubo dei poker pro che vedevano una minaccia nel decreto relativo alla ritenuta d'acconto del 20% sugli accrediti provenienti dall'estero. Sospeso il decreto in questione, tutti tirano un sospiro di sollievo e chi vuole continua tranquillo a giocare nelle room italiane con sede fuori dai confini azzurri.

Si concludono 20 giorni di dubbi per i poker pro

Sempre alle prese con i problemi fiscali a causa della poca chiarezza sulla loro professione, i giocatori di poker anche questa volta se la sono vista brutta. L’allarme era scattato appena una ventina di giorni fa, quando era stato approvato un provvedimento che imponeva una ritenuta pari al 20% dell’importo sui movimenti di denaro in arrivo dall’estero, come ad esempio i bonifici. Oggi giunge la notizia ufficiale che il Ministero del Tesoro ha optato per la sospensione di tale decreto, e molti giocatori che pensavano ai loro fondi su poker room fuori dall’Italia, adesso possono dormire sogni tranquilli perché non vedranno toccato nulla di quanto possiedono anche se decideranno d prelevarlo.

Dal 1° febbraio scorso era prevista la ritenuta del 20%

Si trattava di una disposizione che prevedeva l’obbligo per gli intermediari (quali le banche), di trattenere il 20% sui bonifici bancari provenienti dall’estero e ricevuti da persone fisiche. Questo provvedimento del governo italiano era stato effettuato come parte di un monitoraggio fiscale che puntava a incrementare le casse dello Stato ed a controllare i “furbetti” con i propri soldi all’estero. Tuttavia ne rientravano anche quelle categorie di persone proprio come i “poker pro”, che semplicemente giocavano (ed avevano dunque fondi) su poker room con sede legale all’estero e regolare licenza AAMS. In caso di richiesta di cash out, se la room aveva sede all’estero, la banca poteva (anzi doveva!) trattenere il 20% e fare da sostituto d’imposta.

Non è più necessaria una dichiarazione alla banca

In questi 20 giorni di incertezze e pensieri per i giocatori di poker che costantemente sono alle prese col fisco, chiunque di loro abbia chiesto ed ottenuto l’accredito di una vincita su una poker room con sede all’estero, si è ritrovato a dover documentare che la somma accreditata non era soggetta ad impostazioni fiscali. In che modo? Semplice, la banca ha comunque trattenuto il 20% come da articolo 4 comma 2 (Dl n. 167/90 modificato dalla legge 97/2013), ma ha contattato e informato il beneficiario del bonifico. La persona ha quindi potuto recarsi in banca a firmare un apposito modulo di autocertificazione, con la quale veniva dichiarato che la somma accreditata non era soggetta a imposizione fiscale.

I motivi del dietro front del fisco

Su richiesta del Ministero dell’Economia e delle Finanze è passato ieri il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che “sospende l’operatività della ritenuta del 20 per cento sui redditi derivanti da investimenti esteri e dalle attività estere di natura finanziaria applicata automaticamente dagli intermediari finanziari. Gli acconti eventualmente già trattenuti da intermediari finanziari sulla base della norma in oggetto saranno rimessi a disposizione degli interessati dagli stessi intermediari”. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che “l’evoluzione del contesto internazionale in materia di contrasto all’evasione fiscale cross-border, che ha subito una forte accelerazione, attraverso la creazione di un modello di accordo intergovernativo (IGA) per lo scambio di informazioni tra gli USA e gli altri Paesi, fa ritenere ormai superata la disposizione che ha introdotto la predetta ritenuta alla fonte, atteso che le informazioni sui redditi di fonte estera di pertinenza di residenti italiani saranno disponibili attraverso il canale dello scambio automatico multilaterale di informazioni. Tale modello ha costituito la base per la nascita di un sistema automatico di scambio di informazioni multilaterale tra Paesi (Common Reporting Standard), presentato dall’OCSE nel gennaio scorso, e sottoposto all’approvazione del meeting del G20 di questo mese di febbraio. Lo scambio di informazioni costituisce il nuovo percorso condiviso per la lotta all’evasione fiscale internazionale”.