Estrarre il massimo valore da una monster hand

Come giocare una monster hand di texas holdem

Saper leggere che tipo di giocatore di Texas Hold’em abbiamo di fronte quando ci troviamo in possesso di una monster hand è fondamentale ai fini del nostro profitto di lungo termine.

Nel Texas Hold’em nessuna situazione è uguale ad una già vissuta e giocata, e di conseguenza in nessun caso, ripeto in nessun caso, possiamo giocare una mano alla stessa maniera di una precedente.

Un errore che molti giocatori di Texas Hold’em compiono è quello di giocare le monster hands, ovvero i punti grossi con i quali si vincono in media buoni piatti, in maniera eccessivamente superficiale e senza preoccuparsi di massimizzare il valore atteso. Risulta chiaro come questo sia un grosso errore, dal momento che così facendo tali players riducono il proprio rendimento sul lungo periodo. Una monster hand deve essere giocata come ogni altra mano, analizzando tutte le possibili varianti e di conseguenza prendere la decisione migliore.

La decisione in funzione del nostro avversario

Una situazione molto importante si ha quando fronteggiamo un rilancio di un avversario con in mano una coppia bassa, fino agli otto, e sul flop leghiamo il nostro set, avendo di fatto la miglior mano a meno di flop particolari (ad esempio con tre carte dello stesso seme).

In tali situazioni la variante fondamentale da tenere in considerazione è che tipo di giocatore di Texas Hold’em abbiamo di fronte, dal momento che è proprio questo giocatore ad essere l’aggressor, e di conseguenza ad avere presumibilmente il pallino del gioco. Una tecnica molto efficace in questi casi è quella descritta per la prima volta da Doyle Brunson nel suo celeberrimo libro di Texas Hold’em Super System, nel quale ci consiglia di effettuare una piccola puntata, di circa 1/3 del piatto, prima che il nostro avversario possa parlare.

C’è giocatore e c’è giocatore

Così facendo il nostro avversario molto probabilmente rilancerà, contribuendo al nostro obiettivo, che è quello di rendere il piatto più grande possibile perché più la mano in nostro possesso è forte e più siamo contenti di giocare un grosso piatto. Chiaramente questa tecnica funzionerà meglio contro avversari di Texas Hold’em tight aggressive, i quali si presuppone abbiano rilanciato preflop con una mano forte, essendo tight il loro range di mani è abbastanza circoscritto e probabilmente rimasta tale anche dopo il flop.

Optare per un check raise potrebbe non essere la soluzione migliore in questi casi, dal momento che una mossa di questo genere potrebbe lasciar trasparire la forza della nostra mano, e di conseguenza allarmare eccessivamente il nostro avversario. La miglior decisione da prendere in seguito al suo controrilancio sul flop sarà in funzione del flop stesso, e del suo grado di pericolosità sia per noi che per il nostro opponent. Nel Texas Hold’em più il flop è pericoloso e più vogliamo che tutte le chip finiscano nel piatto il prima possibile quando abbiamo la mano migliore.