Errori nel texas hold’em: giocare troppe mani

Gli errori più comuni nel texas holdem giocare troppe mani

Primo articolo della serie - Qualsiasi giocatore di Texas Hold’em su questo pianeta commette errori giocando, la differenza tra un giocatore vincente ed uno perdente sta semplicemente nel numero di tali errori: un buon giocatore è quello in grado di minimizzarne sia entità che impatto.

Tra tutti gli errori possibili ve ne sono 4 individuabili come i più comuni e frequenti commessi dai giocatori di Texas Hold’em alle prime armi. Nei prossimi articoli analizzeremo singolarmente questi 4 errori, spiegandone le motivazioni che ne stanno alla base e le soluzioni al problema in modo da ridurne al minimo l’impatto sui risultati di lungo termine.

Giocare troppe mani

Probabilmente l’errore più comune di tutti i principianti di poker Texas Hold’em, e sicuramente il più costoso in termini economici, è quello di giocare troppe mani. Molto spesso chi si avvicina al Texas Hold’em lo fa dopo aver visto i professionisti giocare alla tv, magari vincendo mani incredibili con 4-6 contro AA: certo queste mani possono accadere ma di sicuro non è la miglior maniera di giocare, soprattutto se non ci chiamiamo Doyle Brunson o Daniel Negreanu.

Giocare un range di mani tight preflop non solo ci permette di avere spesso la mano migliore quando rilanciamo un piatto, ma anche di trovarci il meno possibile in situazioni marginali, ovvero quando non siamo sicuri della forza della nostra mano. Ricordiamoci che tal situazioni sono da evitare il più possibile quando si gioca a Texas Hold’em, in particolare quando le nostre abilità di gioco post flop non sono ancora delle migliori.

Cosa fare in tali situazioni

In primo luogo, come abbiamo appena visto, è consigliabile ridurre il numero delle mani con cui entrare in un piatto, e spesso aumentare la nostra aggressività. Un giocatore di Texas Hold’em aggressivo è spesso un giocatore di Texas Hold’em vincente.

In secondo luogo focalizzare le nostre attenzioni post flop non solo sulle proprie carte ma anche sul tipo di avversario che si sta fronteggiando è un approccio che porta risultati sul lungo termine: avere questa informazioni ci permetterà non solo di apprendere il suo stile di gioco e dunque di comportarci di conseguenza, ma anche di individuare un possibile range di mani tra le quali ipotizzare quale mano abbiamo di fronte. Ricordiamoci sempre che il Texas Hold’em, a qualsiasi livello lo giochiamo, è un gioco fatto di informazioni e della loro elaborazione: per questo motivo non dobbiamo mai smettere di essere giocatori pensanti al tavolo.

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