Durante un torneo di poker Texas Hold'em

Un torneo di poker Texas Hold'em

Come bisogna agire quando ci si trova nella fase intermedia di un torneo di poker e si stanno delineando le caratteristiche ed i ruoli dei giocatori partecipanti?

La settimana scorsa eravamo rimasti ancora alle fasi iniziali del nostro torneo di Texas Hold’em simulato, e se vi ricordate avevamo sottolineato come valesse la pena prendersi dei piccoli rischi, giocando mani molto speculative ma in grado di portarci a vincere piatti molto grossi.

A questo punto il nostro torneo sta proseguendo verso una fase intermedia, in cui i bui stanno diventando più consistenti, in particolare se confortati con gli stacks di quei giocatori di poker che hanno perso piatti importanti durante il torneo: questi giocatori di poker sanno ora di essere in una situazione di svantaggio, e di dover cercare un rimedio il prima possibile.

Una decisione difficile

Doyle Brunson ama dire che la chiave del Texas Hold’em è mettere il nostro avversario di fronte ad una decisione che valga per tutte le sue chips, e questa regola può benissimo essere applicata anche nei tornei.

Nel caso infatti che abbiate a che fare con giocatori di poker con stack ridotti non esitate a metterli sotto pressione, a puntare forte contro di loro quando percepite debolezza nelle loro azioni: in sostanza dovete mostrare chiaramente loro che siete disposti ad andare fino in fondo alla mano.

Dovete fargli vedere lo spettro di un’eliminazione prematura e siate sicuri che solo nel caso in cui foste in possesso di una mano molto forte rimarranno nel piatto. Attenzione dunque a non cadere vittime della nostra stessa trappola, e a foldare la mano quando ci rendiamo conto che non è più la migliore.

Mani sfortunate

Durante queste fasi del torneo nulla è irreparabile e compromesso e dunque state molto attenti a gestire il vostro tilt: mantenete la calma anche quando perdete piatti importanti, magari perché il vostro avversario è stato molto fortunato dopo una brutta giocata.

Spesso a me capitava di non riuscire più a esprimere il mio miglior gioco una volta raggiunto uno stack massimo. Schiavo di quel grande stack raggiunto, non lo volevo compromettere. Ecco, questo è esattamente quello che non si deve fare: chiudersi dietro ad una montagna di chips è esattamente la maniera migliore per perderla! Questo è un concetto chiave per tutti i giocatori di poker.

Non smettiamo mai di giocare in maniera attiva, anzi diventiamo più aggressivi quando abbiamo stack maggiori della media perché ora in ogni scontro con gli altri giocatori sono loro a rischiare l’eliminazione, non noi. E questo nel Texas Hold’em è un vantaggio tanto forte quanto le carte che abbiamo in mano, se non di più. Chiedetelo a Stu Ungar.