Downtown Project: un progetto per Las Vegas

Downtown Project: un progetto per Las Vegas

Si chiama Downtown Project ed è un’idea portata avanti da Tony Hsieh, CEO di Zappos, che potrebbe portare alla valorizzazione di alcuni sobborghi di Las Vegas. Il tutto si basa sulla creazione di un ecosistema culturale e sulla crescita della comunità in senso lato. Un progetto che indirettamente potrebbe far bene anche alle World Series of Poker.

Se pensiamo a Las Vegas ci vengono subito in mente le luci della Srtip oppure il casino del Rio, dove si svolgono le World Series of Poker; ci vengono in mente i tavoli di Poker Texas Hold’em che per molti giocatori rappresentano un sogno e una chimera. A nessuno, però, verrebbe in mente di pensare che al di là dei riflettori, al di là della strip, in quella che viene chiamata la città del peccato, esistono dei luoghi tra i più poveri e depressi del Nuovo Continente.

La visione di Tony Hsieh

La storia che via stiamo per raccontare parte proprio da qui, da un sobborgo situato in quel di Las Vegas e dall’idea di un ricco imprenditore che ha deciso di investire su un progetto visionario dall’ampio respiro. E qui entra in ballo Tony Hsieh, CEO di Zappos (negozio che vende scarpe e vestiti in rete), che dopo l’acquisto da parte di Amazon, ha deciso di spostare la sede della società da Henderson (Nevada) in uno dei sobborghi più poveri della città del Peccato.

Il progetto Downtown Project

Tralasciamo, allora, questa fase iniziale che vedrà protagonista questa giovane azienda e concentriamoci, invece, sul progetto Downtown Project che Tony Hsieh e compagnia bella hanno deciso di intraprendere. E infatti l’impresa è quella di trasformare una città come Las Vegas in una delle città più collettive del mondo fatta da piccole aree residenziali, centri di formazione e start up tecnologiche. Per realizzarlo una spesa che si dovrebbe aggirare intorno ai 350 milioni di dollari.

Downtown Project: conetto di sostenibilità

Un’idea quella del Downtown Project che parte dal concetto di sostenibilità e soprattutto dal principio secondo cui le città possono diventare dei luoghi sani in cui vivere sia dal punto di vista culturale sia dal punto di vista economico. E nella pratica il progetto si dovrebbe sviluppare come se fosse un vero e proprio ecosistema. Anche da questo punto di vista Tony Hsieh ha dimostrato di avere le idee piuttosto chiare e di partire da un progetto concreto.

Alcuni punti base per il progetto

Il primo punto preso in esame è, infatti, quello delle Collisioni, ovvero un’intensificazione dei contatti che secondo Tony Hsieh può essere organizzata ad hoc studiando nel dettaglio la planimetria della città. A questo aggiungiamo una formazione che secondo il CEO di Zappos dovrebbe diventare condivisa e spontanea, aiutando a consolidare un buon senso di comunità e vicinato. Il terzo punto, quello della comunità in senso lato, è teso, invece, all’intensificazione degli incontri casuali che possono fortificare i rapporti all’interno della comunità stessa.

Un cambiamento che potrebbe aiutare le WSOP?

Un cambiamento, dunque, che potrebbe influire positivamente sull’economia delle città e, perché no, anche sulle World Series of Poker, meglio note come WSOP, che potrebbero risentire degli effetti positivi di un turismo sano e funzionante, anch’esso alla base del Downtown Project. Inoltre c’è da tenere ben presente che a Las Vegas non esistono soltanto i casino della Strip ma come dicevamo in precedenza ci sono anche alcuni dei luoghi più degradati degli Stati Uniti d’America.

Un esempio a livello mondiale?

In altre parole la nascita di un progetto del genere farebbe sicuramente bene anche ai tornei di poker che fanno parte anch’essi dell’anima di questa affascinante quanto tormentata città. E allora aspettiamo di veder quali saranno gli sviluppi portati avanti da Tony Hsieh e soci visto che in teoria vogliono applicare alcuni principi sani e virtuosi che potrebbero essere da esempio a livello mondiale. Anche in una città come Las Vegas!