Decreto Balduzzi & poker online: no alla pubblicità?

Il Decreto Balduzzi e la pubblicità del poker online

Quanti spot televisivi avete ultimamente ammirato sul poker online o sui giochi con vincite in denaro? Divertenti, simpatici ed a volte curiosi: senza dubbio sono molte le pubblicità di questo settore, che però dal 2013 potrebbero sparire.

Lotta alla ludopatia attraverso l’eliminazione della pubblicità?

La ludopatia è un fenomeno sociale assolutamente da contrastare, su questo siamo tutti d’accordo, perché il gioco d’azzardo patologico è un problema che esiste e crea dipendenza ad un milione e mezzo di italiani (dato fornito dall’Organizzazione mondiale della Sanità).

Questo però non deve far dimenticare che esiste un numero di persone nettamente maggiore a quello sopra citato, che ama giocare con consapevolezza ed in modo intelligente ai tanti giochi che l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stati (AAMS) offre, anche al fine di aumentare le casse dell’erario. Il poker online è di certo uno dei giochi più apprezzati, e molti giocatori vi ci sono avvicinati anche dopo aver visto le pubblicità delle room che ormai da tempo compaiono in tv, sul web, e si ascoltano anche alla radio. Queste pubblicità ora sono oggetto di un punto fondamentale del Decreto Balduzzi, decreto che riguarda da vicino l’intero settore del gioco live ed online.

Il poker online nel Decreto sulla salute del ministro Renato Balduzzi

Il poker online fa parte dei giochi, un punto del Decreto Balduzzi che vede vari provvedimenti a tutela della salute delle persone. Questo decreto, già precedentemente discusso dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, era stato esaminato ma poi aveva visto un rinvio della discussione direttamente dal presidente Mario Monti, per alcune eccezioni sollevate.

Adesso il decreto sotto forma di proposta di legge presentato dal Ministro della Sanità, è stato approvato e deve essere esaminato da Giorgio Napolitano. Se verrà approvato anche da Napolitano, ci saranno importanti novità relative agli spot pubblicitari di tutti i giochi finalizzati ad una vincita in denaro (quindi anche il poker online), che dovranno rispettare alcune regole.

Il punto del Decreto Balduzzi relativo ai giochi

Ecco la parte del testo concernente i giochi, presente nella proposta di legge ora in mano a Napolitano:

“Sono vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche e di rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte prevalentemente ai giovani. Sono altresì vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro su giornali, riviste, pubblicazioni, durante trasmissioni televisive e radiofoniche, rappresentazioni cinematografiche e teatrali, nonché via internet nei quali si evidenzi anche solo uno dei seguenti elementi: a) incitamento al gioco ovvero esaltazione della sua pratica; b) presenza di minori; c) assenza di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica del gioco, nonché dell'indicazione della possibilità di consultazione di note informative sulle probabilità di vincita pubblicate sui siti istituzionali dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e, successivamente alla sua incorporazione ai sensi della legislazione vigente, dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nonché dei singoli concessionari ovvero disponibili presso i punti di raccolta dei giochi.”

Con l’approvazione, le room potrebbero avere ingenti perdite

Eliminando la possibilità di poter pubblicizzare il gioco con vincite in denaro, il Decreto Balduzzi potrebbe andare a colpire in maniera significativa anche le poker room che ad oggi puntano molto sull’arrivo di nuovi utenti da spot diffusi dai mass midia. Il poker online è entrato recentemente nelle nostre case anche grazie agli spot su cui pilastri del gioco online come PokerStars.it, hanno deciso di puntare. Da quando questo settore è stato legalizzato e sono arrivati i portali .it con “marchio” AAMS, se ne è fatta di strada per far capire sempre più alle persone con pregiudizi, che il poker non è esattamente un gioco d’azzardo o tanto meno illegale. Questo nuovo decreto, se fosse definitivamente approvato, potrebbe quindi far crollare gli introiti delle room (che tra l’altro proporrebbero meno tornei con montepremi garantiti, dato che non potrebbero pubblicizzarli), e consentire una diffusione errata del concetto di poker online.