Considerazioni sulla fortuna

La fotruna nel gioco del poker

Da sempre in qualsiasi tavolo non solo di Texas Hold’em ma di qualunque gioco di carte si è soliti sentire storie su quanto un determinato giocatore, molto spesso quello più vincente, sia fortunato. Ma che cosa è la fortuna in fondo? E’ avere una coppia di assi più spesso degli altri giocatori?

O magari giocare quella coppia in maniera corretta, massimizzandone il profitto, e quindi guadagnando più di un giocatore “meno fortunato”.

Perchè la fortuna?

Poco tempo fa mi è capitato di sedermi ad un torneo di Texas Hold’em e di avere vicino un vecchio giocatore di poker all’italiana, ovvero paint poker. Commentando la seconda bad beat subita da un giocatore durante la serata mi ha spiegato come alcune serate sono proprio sfortunate, ed è meglio abbandonare il tavolo il prima possibile, al fine di evitare ulteriori perdite.

Non fraintendetemi, mi trovo pienamente d’accordo con questo, ma non siamo d’accordo su quali siano le motivazioni che stanno alla base di questa decisione.

Esiste davvero la fortuna nel poker?

Vi ricordo che le carte altro non sono che piccoli pezzettini di cartone, magari con un po’ di plastica, e che di sicuro non hanno memoria di quelle che siano le mani precedenti. Quindi se avete legato colore la mano precedente le probabilità di legarlo nella mano successiva sono esattamente le stesse, quanto è vero che la terra è tonda.

Quello che fa apparire certe serate maledette è invece il fatto che, dopo aver subito iniziali perdite, molti giocatori di poker modificano il proprio stile di gioco, risultando più deboli e battibili, poiché non più in grado di esprimere il loro A game.

L'esempio

Prendiamo ancora due giocatori di poker, uno fortunato ed uno no, e mettiamoli entrambi sul cutoff durante un torneo in situazione di short stacked con in mano 72off, e con tutto il tavolo che ha passato.

Dei due giocatori di poker, quello fortunato decide per uno steal all in portando a casa il piatto, consapevole di dovere rischiare il tutto per tutto vista la situazione, mentre quello meno fortunato ribalta le carte davanti a tutti lamentandosi della propria mala sorte.

Dopo 14 mani il giocatore fortunato effettuerà un double up con AA mentre quello meno fortunato non riuscirà ad avere quella mano, perché mangiato dai bui ed eliminato in coin flip. Questo è esattamente quello che vuol dire cercarsi la fortuna.

Ricordatevi ancora una volta che non esiste fortuna o sfortuna, ma esiste solo saper giocare oppure no, tutto il resto è secondario.