Check raise, giocata sopravvalutata

La puntata check rise nel texas holdem

Il check raise è una giocata piena di fascino che dà molta adrenalina, ma spesso e volentieri è sopravvalutata dai giocatori di texas hold'em.

Il Check Raise nel Texas Hold’em è di sicuro una giocata affascinante e carica di adrenalina. Pensate che in alcune varianti dell’Hold’em, sia limit che no limit, questo tipo di giocata è addirittura proibita, ovvero una volta fatto check possiamo semplicemente decidere tra il fold o il call.

Obbiettivamente trovo che questo abbia poco senso… Il punto qui è quando fare o non fare check raise: il motivo per cui molti giocatori di Texas Hold’em lo fanno troppo spesso è per quel senso di soddisfazione che tale giocata genera. Effettuare un check raise è un po’ come mandare in porto un buon bluff, ovvero si ha la sensazione di avere “posseduto” l’avversario e di averlo intrappolato nella propria rete. Il problema è che le maglie di questa rete sono spesso troppo larghe.

Quando preferire il check raise

Molto spesso i giocatori di Texas Hold’em optano per il check raise quando sono in possesso di mani decisamente forti e lo fanno durante gli ultimi due rounds di puntate, ovvero turn e river. Al contrario, invece, tale giocata è meglio se effettuata sul flop, in particolare nei confronti di una continuation bet da parte del nostro avversario: quando infatti leghiamo un punto mediocre al flop e ci troviamo a fronteggiare l’aggressor preflop non abbiamo un idea chiara di quanto la nostra mano sia forte rispetto a quella del nostro avversario.

Per questo un check raise rappresenta la cartina tornasole per la forza della nostra mano di Texas Hold’em: probabilmente solo mani migliori della nostra, oppure draws, non folderanno alla nostra giocata, dandoci chiare indicazioni sulle carte in mano al nostro avversario. Un semplice check call in questi casi sarebbe poco adeguato, in quanto consentirebbe al nostro avversario di sparare un secondo proiettile al river, in particolare quando scaring cards scenderanno sul tavolo.

Proteggere le nostre mani

A volte nel Texas Hold’em si è in possesso di una mano forte, ma molto vulnerabile: prendete l’esempio di 67 s un flop K76 con due carte a colore. Vedete come sono diverse le possibili scaring cards su questo flop, essendo presente un draw sia a scala che a colore: in questi casi optare per un check raise nei confronti dell’aggressor è la soluzione migliore, in grado di proteggere la nostra mano e non dare odds sufficienti al nostro avversario per giocare questa mano in maniera profittevole. Ricordiamoci infatti che nel Texas Hold’em si tratta di far pendere le probabilità dalla nostra parte semplicemente dando al nostro avversario l’opportunità di effettuare delle calls a valore atteso negativo, e di conseguenza positivo per noi.