Cash games in Italia – 3º articolo della serie

La lunga strada per la legalizzazione dei cash games in Italia

Poco dopo il lancio del poker online in Italia, nell’aprile 2009 il legislatore italiano comincia ad affrontare l’argomento cash games, la modalità di gioco lasciata fuori dai siti di poker legalizzati. Se dal decreto Bersani al primo click di mouse su una poker room sono passati circa 2 anni, per il poker cash le cose non sembrano andare più velocemente.

Se l’Italia è stata riconosciuta come modello di regolamentazione da rispettare a livello europeo, i tempi di regolamentazione non portano certamente onore al tricolore. Le prime novità legislative riguardo i cash game appaiono nell’ambito dei disegni di legge straordinaria per il terremoto dell’Abruzzo e l’approvazione del disegno di legge comunitaria del 2008. Le norme introdotte porterebbero finalmente la modalità cash games ai giocatori italiani, limitati alla modalità torneo.

La raccolta dai cash game per aiutare l’Abruzzo

La raccolta proveniente dai cash game è destinata a finanziare l’aiuto all’Abruzzo, ma sopratutto ad intercettare i flussi finanziari che vanno ad arricchire le casse di Malta, dell’isola di Man e delle altre giurisdizioni dove sono registrati i siti di gioco “punto com”. Il decreto sul poker in modalità cash game viene depositato per la prima volta a Bruxelles il 25 agosto 2009. La Commissione Europea ha tre mesi per esaminarlo, e se entro il 26 novembre non vengono richieste modifiche, entra in vigore in quella stessa data.

Microgame presenta un ricorso in tribunale

Non sarà la Commissione Europea a sollevare domande o chiedere cambiamenti sul testo, bensì Microgame e il suo numero uno Fabrizio d’Aloia. In seguito all’approvazione della Commissione Europea, gli operatori si mettono all’opera per preparare i siti alla nuova modalità di gioco, secondo le direttive dell’AAMS. È proprio durante questo processo che Microgame si rivolge il 25 maggio al Tar del Lazio presentando un ricorso nel quale Microgame accusa l’AAMS di aver apportato sostanziali modificahe al decreto sul poker cash game rispetto al testo depositato alla Commissione Europea e approvato da questa. Il 9 giugno 2010 il Tar del Lazio approva il ricorso di Microgame e sospende il decreto sul cash game.

Il 27 ottobre 2010 l’OK finale?

L’approvazione del ricorso da parte del tribunale blocca di nuovo tutto. Un nuovo testo viene inoltrato alla Commissione Europea, che l’approva. In seguito all’approvazione è di nuovo compito del Tar del Lazio di dare l’approvazione definitiva. La seduta del tribunale, prevista per il 12 ottobre, è slittata al 27 del mese per mancata apparizione di uno dei relatori della seconda sessione del Tar. Nonostante questo rinvio, si dovrebbe concludere tutto in una sola udienza e Microgame, che con il suo ricorso ha provocato il rinvio del lancio dei cash games, è il primo a dichiararsi interessato alla veloce risoluzione della questione.

Per il momento le previsioni parlano dell’auspicato lancio dei cash games per dicembre 2010, massimo gennaio 2011. Chi vivrà vedrà.