Blanco vince il ricorso sulle sue vincite all’estero

Buone notizie per Cristiano Blanco per il suo problema col fisco

Mentre il pensiero sulla tassazione delle vincite nei tornei non abbandona mai i giocatori di poker professionisti, ecco una buona notizia per uno di loro. Cristiano Blanco dopo aver effettuato un ricorso sulle vincite ottenute all’estero e non dichiarate qui, ha vinto la sua battaglia ottenendo ragione dalla corte di giustizia europea.

Il problema delle vincite ottenute all’estero

Uno dei principali problemi dei giocatori di poker professionisti, è la situazione poco chiara e decisamente a loro ostile che si è venuta a creare negli ultimi anni con il fisco italiano. Le vincite ottenute all’estero, ad esempio quelle nei tornei di poker live come l’EPT, vanno o no dichiarate in Italia? Ovviamente se vanno dichiarate sono soggette a tassazione, ma perché si devono pagare delle tasse su una vincita che già è stata tassata nel paese in cui è stata conquistata? I poker pro si sono sempre sentiti perseguitati dal fisco italiano che, con la famosa operazione AllIn (indagine sui redditi dei poker players dell’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza) ha creato non poco scompiglio.

L’incubo del debito di 580.000€ di Cristiano Blanco

L’Agenzia delle Entrate proprio nell’operazione chiamata “AllIn” ha effettuato degli accertamenti su Cristiano Blanco, un grande giocatore di poker azzurro che solo col suo 2° posto alla tappa a Dorthmund dell’European Poker Tour, nel 2007, aveva intascato il 2° premio da 380.000€. Ne è conseguita una cartella fiscale da circa 580.000 euro, cifra che il pro avrebbe dovuto allo Stato per presunte tasse evase, con tanto di sanzioni ed interessi vari. Cristiano Blanco però ha reagito, e per far valere i suoi diritti e non dover dare l’enorme cifra richiesta, ha immediatamente fatto appello alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma. Qui è arrivato il primo risultato positivo, in quanto gli è stata riconosciuta la natura discriminatoria del provvedimento preso dall’Agenzia delle Entrate: infatti questa considerava tutte le vincite avvenute nei casinò azzurri come tassate alla fonte, ed ora invece richiedeva il 43% delle vincite del poker pro Cristiano Blanco, sia quelle ottenute nei casinò europei che in tutti gli altri.

Ora anche la Corte di Giustizia Europea ha dato ragione a Blanco

Buone notizie sono arrivate proprio in questi giorni per Blanco, ormai trasferitosi a Londra (il pro è nato e cresciuto a Roma), dove ha intrapreso una carriera di manager con un operatore di gaming online. Adesso anche la Corte di Giustizia Europea gli dato ragione per quanto riguarda il ricorso presentato, ed in particolare per quanto concerne le vincite che Blanco ha ottenuto nelle case da gioco all’estero, e non ha mai dichiarato nella nostra nazione. La Corte di Giustizia Europea ha confermato che la doppia tassazione è un’attività discriminatoria nel caso di Blanco, che è vietata dall’articolo 56, e che va contro tutti i principi del Trattato dell’Unione Europea.

Condannata invece l’operazione AllIn del fisco

Con il ricorso di cristiano Blanco che è stato accolto, la Corte di Giustizia Europea ha praticamente condannato l’intera operazione AllIn. Le lettere dell’Agenzia delle Entrate che sono arrivate sia a Cristiano Blanco che ad altri giocatori di poker, potrebbero quindi corrispondere a carta straccia ed essere “bocciate” in tutto il loro valore. Ancora rimangono comunque molti dubbi su una legge generale che valga per tutti, senza costringere i players italiani a dover mettere un avvocato per tutelarsi, ed a intraprendere lunghi e magari anche costosi ricorsi per ottenere qualcosa che dovrebbe essere scontato.