Antonio Buonanno intervistato da Poker.it

Antonio Buonanno e la sua intervista per Poker.it

Poker.it ha intervistato il giocatore di poker azzurro, capace di vincere uno tra i più importanti tornei internazionali: parliamo ovviamente di Antonio Buonanno, il campione dell’EPT Grand Final Montecarlo 2014 con 1.240.000€ vinti, entrato ormai nella storia del poker sportivo.

Gentile, disponibile, ed apparentemente una “persona comune”, il nuovo “Mr EPT” ha risposto alle nostre domande sulla sua esperienza vissuta a Montecarlo, e sui progetti futuri nel settore del poker live. Ecco cosa ha svelato a Poker.it Antonio Buonanno, con le sue risposte ai nostri quesiti.

1) Vincere un evento pokeristico come il Main Event dell’EPT Grand Final non è da tutti: hai compiuto un’impresa, come ti fa sentire aver raggiunto un risultato simile?

Si, ho compiuto un’impresa enorme, anche per il protrarsi del Final Table. Mi sento veramente fiero di questo grande successo!

2) Ci puoi raccontare un momento cruciale del Final Table, una mano di gioco o un evento che ti ha reso consapevole che potevi salire proprio tu su quel podio?

Il momento in cui ho giocato alla grande una mano con A9, poi la mano sbagliata quando opp aveva AK, e poi quando ho preso il 2: tutto successo in pochi minuti, allora ho capito ancor di più che avrei vinto io.

3) Ripensando all’heads up contro Jack Salter, come definiresti ora il tuo avversario, che tra l’altro ha rifiutato il deal?

Jack Salter è molto forte, ha cercato di farmi innervosire in qualche occasione, ma tutto nella norma, rientra nel gioco. Il deal non è colpa sua, è anche mia perché volevo di più.

4) In molti hanno notato il tuo aspetto “atipico” di giocatore: niente cappellino o cappuccio, niente cuffie, solo di tanto in tanto gli occhiali, ed una calma che ti ha contraddistinto per tutto l’EPT. Tu sei l’essenza di un vero giocatore di poker che non appare, ma che è, come mai hai rinunciato a nascondere i tells attraverso questi accessori?

I cappelli non li sopporto, le cuffie non puoi averle ad un Final Table, e gli occhiali mi danno fastidio se indossati per un periodo lungo, quindi ho preferito metterli solo quando ho capito che eravamo all’epilogo. La mia calma è dovuta all'esperienza di 38 anni di gioco.

5) E’ cambiata la tua vita dal giorno che hai alzato quella picca oppure no? Ed eventualmente in che modo è cambiata?

Si, certo. E’ cambiata dal punto di vista della notorietà, e speriamo nella possibilità di avere presto un buono sponsor.

6) Quanto è stata importante la vicinanza di tua moglie a Montecarlo? Lei ha sempre appoggiato e sostenuto la tua passione per il poker oppure all’inizio era restia?

Mi ha seguito sempre nel mio percorso di vita da giocatore di poker, non ha sempre approvato, ma credo che in cuor suo ha sempre saputo di avere un campione al suo fianco.

7) Ci piacerebbe sapere da te, quali sono i “colleghi” che più stimi, i giocatori che ritieni più in gamba e perché. Puoi dirci qualche nome e darci qualche motivazione?

Per me nella vita, contano solo i risultati ottenuti, e i giocatori bravi sono quelli che arrivano, basta guardare la classifica italiana di chi ha vinto di più. Dario Sammartino è un grande.

8) Infine, puoi dirci i tuoi programmi pokeristici per il futuro, e se hai nuovi obiettivi quali sono?

Nei miei programmi futuri ci sono le WSOP, tutti gli EPT, e se sarò sponsorizzato parteciperò anche agli High Roller.