Anche negli USA il poker diventa skill game?




Anche negli Stati Uniti si stanno vagliando nuove normative in merito al poker online e ad una suo ridimensionamento come skill game (gioco di abilità).





Un passo indietro

Nel 2006 il Presidente Bush proibì il gioco online tramite l’Unlawful Internet Gambling Enforcement Act (UIGEA).

L’obiettivo del divieto è quello di proteggere le fasce a rischio (quali i minorenni per esempio) dal pericolo del gioco ed anche di evitare il reciglaggio del denaro sporco.

A pagare il costo di questa nuova normativa tutto il mercato del gambling online, che ha ovviamente perso un ampia fascia di mercato.

Molte furono le critiche di quest’atto soprattutto da parte di quei giocatori di poker e di altri giochi per i quali oltre alla fortuna sono necessarie competenze specifiche, esperienza e strategia. In breve fu criticata da parte di tutti coloro i quali ritengono che il poker e giochi simili siano skill games, giochi di abilità.

Oggi

Il Senatore Robert Mendez ha presentato una proposta di legge volta ad introdurre il poker online ed altri giochi quali il bridge ed il mahjong all’interno degli skill games. Questo atto prevede che il Dipartimento del Tesoro organizzi una serie di licenze (della durata di un anno, ma rinnovabili) che permettano alle compagnie interessate di offrire giochi di carte online in cui la vittoria sia affidata alle caratteristiche dei giocatori.

Livello di scommesse e volume di gioco devono essere fissati entro parametri precisi.

Tutto questo verrebbe proposta nel rispetto e nella tutela delle classi che si aveva l’intenzione di proteggere tramite l’UIGEA. Questa proposta di legge, la prima ad arrivare in Senato da due anni a questa parte, anche se altre proposte arrivarono al Congresso, riscuote l’approvazione della Poker Players Alliance (PPA).

La proposta del Senatore Mendez prevede anche alcune norme di sicurezza tra cui:

  • il divieto di gioco ai minori di 18 anni
  • gli operatori internet potranno accettare scommesse provenienti solo ed eclusivamente dalle giurisdizioni in cui il gioco sia legale
  • gli operatori internet dovranno pagare delle tasse sul flusso economico da loro prodotto
  • il gioco avverrà nel rispetto della normativa sulla privacy
  • gli operatori avranno una licenza specifica e verranno comunque proibite le scommesse online

Venti di cambiamento?

A quanto pare gli Stati uniti, come l’Australia, come l’Italia ed altre nazioni stanno constatando quanto il poker non sia semplicemente un gioco basato sulla fortuna. Il cambiamento legislativo è lento, anche per motivi burocratici, ma è impossibile non constatare come la percezione di questo gioco nell’immaginario collettivo stia cambiando in senso positivo, almeno dal punto di vista di noi appassionati.